Campionato di Giornalismo la Nazione

“Cara madre terra ti scrivo”

«CARA “nostra Madre Terra”, come Ti chiamava il nostro S. Francesco, Ti scrivo un po’ scossa (è proprio il caso di dirlo!) dopo ciò che sta accadendo in queste settimane. E’ dalla notte di San Bartolomeo (24 agosto) che non Ti dai pace e ci sono continue scosse di terremoto quando meno ce lo aspettiamo. Non bastava il terremoto di quella notte che ha provocato centinaia di morti e sfollati, soprattutto ad Amatrice. Ieri mattina, il 30 ottobre, un fortissimo terremoto di magnitudo 6.5 ha distrutto Castelluccio e Norcia, compresa la splendida Basilica di San Benedetto. Come si può stare in piedi se anche Tu, Terra, tremi di continuo? E’ una prova della nostra impotenza e di come ciò che è frutto di secoli di arte, architettura e ingegno, può essere demolito in così pochi secondi. Non ho mai avuto paura delle catastrofi naturali e le ho sempre sentite una cosa distante; ora, invece, mi fa strano pensare come non si possa essere sicuri nemmeno tra le pareti della propria casa! E’ forse un’offesa che vuoi fare a noi, tuoi ospiti? Non credo che Tu, che ci nutri e ci dai sostentamento, Ti diverta capricciosamente a metterci alla prova. Mi piace piuttosto cercare un senso in questi eventi. Il rischio per la collettività di subire perdite umane e danni dipende concretamente da due fattori. Da un lato la pericolosità dei luoghi. Come limitarne gli effetti? Naturalmente evitando di insediarci in posti pericolosi, oppure preservando la natura da scempi che innalzino la potenzialità di catastrofi. Dall’altro c’è la vulnerabilità delle costruzioni umane. E’ strano pensare come nel 2016 la scienza sia riuscita a scoprire altri pianeti e Sistemi Solari, ma non a proteggerci dagli effetti di terremoti e di altri eventi naturali. D’altra parte, rispetto a cinquant’anni fa la scienza ha fatto dei passi da gigante e spero che col tempo i disastri causati si riducano completamente. Di fatto questo si realizza quando i governi affrontano in modo responsabile la questione della sicurezza degli edifici, garantendo che tutti siano realizzati in conformità alle normative antisismiche o costruiti in posti al riparo da minacce naturali. In tutto questo, insomma, ho capito che è errato parlare di catastrofi: tali eventi sono fenomeni, manifestazioni della Tua Natura e della Tua forza; diventano catastrofici perlopiù a causa del comportamento irresponsabile dell’uomo. POSSIAMO tendere le braccia della solidarietà verso i più colpiti, facendo fronte ai loro bisogni morali e materiali. E Tu, Terra cara, prova ad ascoltare la nostra preghiera e dare un po’ di tregua ai tuoi abitanti, anche se so benissimo che la bellezza dei paesaggi che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno è proprio il risultato di questa energia che plasma la tua crosta da millenni! Da queste esperienze che, seppur disastrose, sono, ahimè, inevitabili, dobbiamo imparare a convivere con più rispetto per Te, caro Pianeta, che del resto metti a nostra disposizione tutta la tua energia e tutte le tue risorse ogni giorno dal tempo dei tempi».

Classe 3D

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