Campionato di Giornalismo la Nazione

Dolci tesori pistoiesi…

PISTOIA, oltre ai numerosi tesori culturali, nasconde, tra le sue mura, dolci storiche golosità. Il «chicco », detto alla toscana, più conosciuto della nostra città è, senza dubbio, il «Birignoccoluto», un confetto tipico della tradizione artigianale pistoiese. Questo dolce ha origini antiche: veniva prodotto già nel 1300. Gli «anici confecti», così venivano chiamati allora, vennero utilizzati dall’opera di San Jacopo durante un pranzo offerto alle autorità civili e religiose, il 25 luglio 1372, per i festeggiamenti del patrono cittadino. Si diceva anche che i confetti, prodotti dalla Corporazione dei medici e degli speziali per la potente opera di San Jacopo, avessero proprietà digestive e medicamentose contro la peste. NEL MEDIOEVO iniziò la tradizione di lanciare, durante le feste, specie a carnevale, insieme ai coriandoli di carta, qualcosa di più consistente, vale a dire questo tipo di confetti e, quelli pistoiesi, dalla forma increspata , erano i più resistenti alle cadute. Per celebrare le doti di questo dolciume, furono composte anche brevi poesie, fra cui, la più famosa è «La storia dei confetti di Pistoia» che fa risalire l’origine del confetto all’epoca in cui «Le fate ed i maghi eran sovrani » ed afferma che: E non è bella festa veramente/ dove il confetto non sia presente/ e battesimi, nascite e sponsali,/ senza confetti son feste banali. La storia moderna annovera che i confetti di Pistoia furono utilizzati per girare una scena del carnevale di Venezia nel Film «Casanova »: Fellini li stava cercando dappertutto ma non li trovava. IL REGISTA PISTOIESE Bolognini gli telefonò e gli disse: «Oh Federi’o telefona al Corsini che te ne manda una vagonata!». E fu cosa fatta. Il birignoccoluto entrò così nella storia del cinema. Infine, nel 1998, una «troupe» televisiva giapponese, la Fuji Television, che stava girando la penisola in lungo e in largo alla ricerca delle specialità della cucina e della gastronomia italiane, è approdata a Pistoia ed ha filmato la lavorazione dei confetti in tutti i suoi dettagli. Per rendere il tutto più realistico fecero anche organizzare un matrimonio con i relativi confetti di Pistoia usati per le bomboniere, per i lanci augurali insieme al riso e per la distribuzione agli invitati durante il rinfresco. Oggi a Pistoia il confetto tipico è un prodotto artigianale che, come tale, non ha affrontato la globalità odierna con i capitali ed i mezzi necessari, ma rimane una prelibatezza adatta a tutte le occasioni. Sarebbe davvero un peccato che i pistoiesi se lo lasciassero scappare di mano, trovandosi un domani a mangiarne a crepapelle, ma di quelli d’importazione.

Classe 3B

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI