Campionato di Giornalismo la Nazione

A scuola con l’aquilotto

QUALCHE giorno fa il ventunenne aquilotto Luca Vignali è venuto a trovarci a scuola. Lo abbiamo intervistato sul suo percorso da calciatore e sullo Spezia. Come hai fatto a conciliare lo studio e lo sport? “Grazie a mia mamma che mi aiutava il pomeriggio quando tornavo da allenamento e mi ripeteva spesso di studiare”. Che scuola hai frequentato alle superiori? Come ti sei trovato? “Ero al liceo scientifico fino alla terza poi sono passato allo scientifico tecnologico. Mi sono trovato molto bene in entrambe le scuole sia con i compagni sia con i professori. I miei insegnanti erano molto disponibili e, quando ero assente per andare a giocare, mi fornivano il programma che avevano svolto così potevo riuscire a mettermi in pari”. Quando è iniziata la tua carriera da calciatore? “A sei anni ho iniziato a giocare nel Canaletto, dove sono rimasto per tre anni e poi sono passato allo Spezia. Da piccolo facevo l’attaccante e ora gioco in difesa. Quando ero bambino la cosa più importante era il divertimento, poi il calcio è diventato un impegno e ora un lavoro”. I tuoi genitori ti appoggiavano nella tua scelta di calciatore? “I miei genitori sono separati e io ho sempre abitato con mia mamma, ma comunque entrambi mi portavano ad allenarmi; devo tanto a loro perchè se non lo avessero fatto tutti i giorni non sarei arrivato fin qui. Diventare calciatore è il sogno che ho sempre avuto ma lo tenevo per me, mia mamma infatti tutti i giorni mi ripete che non le avevo mai detto che avrei voluto fare il calciatore”. Quanto è stato bello esordire al Picco con la prima squadra? Che emozione hai provato a fare goal? “E’ stata un’emozione unica. Poi segnare per la squadra della propria città, sotto la curva, davanti a tante persone che mi conoscono e che mi hanno visto crescere: bellissimo! Ci ho pensato molte ore dopo la partita, quando mi sono messo a letto, perché sul momento non stavo realizzando bene la situazione; avevo un mix di tensione, di emozione, tante sensazioni tutte insieme”. Il punto di forza dello Spezia? “Uno dei punti di forza è sicuramente il gruppo perché siamo molto uniti, molto legati tra di noi e questo è molto importante nel calcio perchè, nei momenti complicati della partita, è la forza del gruppo che fa la differenza. Un altro punto di forza in questo momento è Granoche che ha riniziato a segnare come faceva gli anni scorsi”. Che rapporto con l’allenatore? “Abbiamo buoni rapporti. Il mister è una brava persona, cerca di parlare con tutti i giocatori della squadra, e soprattutto con noi giovani per aiutarci a migliorare”.

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