Campionato di Giornalismo la Nazione

Stress e ansia in fumo?

“MAMMA” la piccola Claudia guarda la madre accendersi l’ennesima sigaretta “perché tu e babbo fumate?” “Tesoro, è solo per rilassarci un po’… insomma, sempre di corsa, anche per star dietro a te, signorina…”. Claudia sorride, ma in realtà non sarebbe proprio il caso: i genitori della piccola sono solo due degli oltre 10 milioni di Italiani che fumano regolarmente dieci sigarette al giorno, che hanno una speranza di vita inferiore di 14 anni alla media nazionale e buone possibilità di morire prematuramente di cancro polmonare o di patologie a carico del sistema cardiocircolatorio. E la piccola Claudia? Lei subirà il fumo passivo e quello di terza mano, rischiando di sviluppare malattie analoghe a quelle dei genitori, anche se non metterà in bocca mai una sigaretta. Non solo, ma come considererà il fumo? Probabilmente come una pratica non consigliabile, un vizio, insomma, ma certamente non come una patologia e grave quale esso è: il tabagismo. Oltre all’esempio negativo dei propri genitori, Claudia dovrà anche confrontarsi con i coetanei che le fumeranno intorno: in Italia il 13% dei fumatori inizia prima dei 15 anni e l’80% prima dei 18 anche se dal 1996 la normativa vieta ai tabaccai di vendere a minori; non solo, ma se il tabagista decide di abbandonare il pacchetto si accorge che “tanto smetto quando voglio” non risponde proprio a verità: solo l’8% di chi tenta riesce nell’impresa ed è sempre a rischio ricaduta. “Fumo perché sono stressato, perché lo fanno tutti; fumo per sentirmi grande, per vincere il disagio davanti a persone o a situazioni che non mi fanno star bene” .... O magari, più semplicemente, a questa età il rischio è un’attrazione e la morte è una realtà solo per gli altri; così, prima dei 15 anni, uno su 4 tra i ragazzi intervistati, avrà già provato a fumare e forse avrà passato la cicca alla ragazza del cuore. CLAUDIA forse potrà avere la fortuna di frequentare una scuola dove, come in quella di Borgo San Lorenzo, si attivano dei progetti dove esperti incontrano i ragazzi per dare loro le informazioni necessarie e per rispondere ai loro “perché”. La realtà è che senza una seria prevenzione, l’Italia è destinata a continuare ad essere maglia nera in Europa con i suoi 90000 morti l’anno , i 4,2 miliardi di euro di spesa sanitaria e seri problemi di inquinamento ambientale dovuti all’uso di abbandonare le cicche sul terreno con la loro carica radioattiva. Noi non vogliamo però che Claudia si scoraggi: la decisione di vivere in armonia con se stessa , con gli altri, con la natura, senza “aiuti” velenosi, è possibile (malgrado tutto).

Classe 3H - tutor: Renza Gucci

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