Campionato di Giornalismo la Nazione

La conosciamo davvero?

CI CAPITA spesso di non far caso al nome delle vie dove ci diamo appuntamento, magari per vederci il pomeriggio. Ogni giorno camminiamo per la città, parcheggiamo la bicicletta, la macchina, aspettiamo il bus alla fermata, guardiamo distrattamente questi nomi, senza mai chiederci: «Ma perché questa strada si chiama così? Cosa significa? ». Vi siete mai chiesti il perché di questo labirinto di parole, a prima vista, a volte, misteriose? Venire a conoscenza di queste storie, delle motivazioni di questi nomi è di certo interesse di tutti i pisani. Alcuni luoghi hanno nomi davvero molto particolari, capaci di attirare la nostra attenzione su avventure incredibili, che però vanno fatte riemergere dal passato… E allora, perché non approfondire? NOI LO abbiamo fatto: siamo andati in giro per la città, abbiamo fotografato i nomi che ci sembravano più misteriosi, strani, anche buffi, e siamo poi andati a caccia di storie. Abbiamo scoperto, ad esempio, che via Garofani, bellissima, perché porta il nome di un fiore, un tempo si chiamava via Stallaggi: in essa si trovavano dei punti di custodia per i cavalli e per le diligenze durante la loro permanenza in città. VIA DEL Giardino è stata così chiamata in ricordo dell’antico Orto Botanico. E ancora, in via la Tinta nel Medio Evo gli uomini si dedicavano alla tintura della lana, uno dei settori più sviluppati e fiorenti in città. Via delle Lenze è una delle zone più antiche di Pisa: il suo nome ricorda delle piccole e lunghe strisce di terra, segnate dai fossati circostanti. IN VIA la Pera una grande pera di muratura è il ricordo, forse, di un antico cippo etrusco. I Guariganghi erano dei terreni paludosi. La Qualquonia una antica istituzione sorta nel 1687, nata per dare supporto agli orfani e ai poveri della città. In via Magenta, che porta alla memoria uno storico conflitto del Risorgimento italiano, visse Giovanni Pascoli durante il suo soggiorno pisano. In via Palestro, dedicata ad un’altra celebre battaglia, si fermavano i forestieri, quando, arrivati in città, di notte, non era dato loro il permesso di entrarvi. SI TRATTA solo di un piccolo esempio di indagine attorno al labirinto di strade che ci accompagna quotidianamente, e di cui abbiamo cercato di ritrovare le radici. Ci sono però delle vie che rimangono avvolte nel mistero e a cui non siamo riusciti a dare un significato, ad esempio via della Foglia o il vicolo dei Somari. Perché non ci aiutate voi a trovarlo?

Classe 3F - tutor: Antonella Candio

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