Campionato di Giornalismo la Nazione

I detective dell’arte

DOVE finiscono le opere trafugate dai musei o i reperti provenienti dagli scavi clandestini? Come vengono recuperati? Nell’era della globalizzazione esiste un mercato illecito delle opere d’arte in costante espansione a livello internazionale, uno dei più lucrativi al mondo, dopo droga, armi e traffico di esseri umani. Il Bel Paese, con il suo ricco patrimonio culturale, è uno degli snodi principali di questo traffico delittuoso. Non è un caso che l’Italia sia stata la prima nazione al mondo a dotarsi nel 1969 di un organismo di polizia specializzato nel settore dell’arte: il comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Il loro è un vero e proprio lavoro da detective: attraverso le prove e le testimonianze risalgono alle opere sottratte. LO STRUMENTO principale è la banca dati Tpc, che raccoglie informazioni descrittive e fotografiche relative ai beni culturali da ricercare. Anche se dai resoconti annuali sull’attività svolta dai carabinieri si nota un ampliamento dell’azione investigativa e una flessione del trafugamento delle opere, i dati rimangono ancora preoccupanti (soltanto nel 2015 sono stati rubati 5.840 oggetti tra pitture, sculture ed altro). In Italia si sono cimentati in questo giro di affari vari boss mafiosi, come il super latitante Messina Denaro e Giuseppe Fontana, o il mercante d’arte Gianfranco Becchina, che neppure Caselli e Borsellino seppero ‘incastrare’: il suo reato è finito in prescrizione. I gruppi criminali del settore si stanno trasformando in vere e proprie aziende, all’interno delle quali operano ladri, trafficanti, tombaroli e altro ancora. LE OPERE passano attraverso tante mani: dai restauratori che le modificano per renderne difficile l’identificazione fino ad arrivare ai ricettatori che creano false certificazioni. In questo scenario così ampio e complesso i beni finiscono spesso all’estero. E’ questo il caso di due pagine miniate dell’Antifonario D del Museo di Santa Verdiana di Castelfiorentino, che erano finite negli Stati Uniti: una (quella raffigurante San Giovanni Evangelista) nelle mani di un collezionista e l’altra (raffigurante Santa Lucia) acquistata da un museo di Cleveland. Trafugate negli anni ’50 e recuperate dai Carabinieri nel settembre 2015, sono state esposte alla recente mostra ‘La tutela Tricolore’ agli Uffizi. UN ALTRO ritrovamento importante per la nostra zona è stato quello del Crocifisso attribuito a Niccolò di Tommaso (XIV sec.), rubato dal museo della Collegiata di Empoli nel 1985 e finito nelle mani di un antiquario di Firenze che lo aveva ereditato dal padre. E’ stato individuato dal nucleo operativo dei carabinieri Tpc alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze e riportato a casa nel marzo 2016.

Classe 2I - tutor: Sandra Baldacci

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