Campionato di Giornalismo la Nazione

Pistoia, secondo noi

PERCHÉ PARTIRE dall’esterno e non dall’interno? Vorremmo creare una mini guida su Pistoia, dedicata ad un coetaneo che si trovi per un giorno ospite della nostra città, eletta questo anno, capitale italiana della cultura. Quindi, su suggerimento di Francesco, abbiamo deciso di iniziare la nostra guida non dalla tradizionale piazza del Duomo ma dalla visita alla Pistoia sotterranea. Per iniziare questa «esperienza» l’appuntamento è in piazza Papa Giovanni XXIII davanti all’entrata dell’ospedale del Ceppo (costruito nel 1200, il loggiato rinascimentale fu aggiunto nel 1500). Prima di entrare non si può non alzare lo sguardo sui decori di terracotta dipinti dai Della Robbia. La parte sotterranea di Pistoia, Inizialmente nata come leggenda metropolitana che parlava della presenza di un tunnel sommerso, si è rivelata esistente e visitabile, grazie ai lavori di riscoperta effettuati negli anni settanta. Con lo stesso biglietto si possono ammirare il museo dell’ospedale e l’anfiteatro anatomico, che si presenta come il più piccolo del mondo. Anche la sala accademica, luogo dove sono conservati molti strumenti chirurgici dell’epoca, merita di essere visitata in un percorso capace di raccontare l’evoluzione della scienza e della medicina, non solo a Pistoia, ma in tutta Italia. Francesca, una nostra compagna, frequenta un corso di teatro al Funaro: una vecchia falegnameria ristrutturata con amore che dà modo ad oltre 400 appassionati di teatro, scrittura, danza, lettura di entrare nel mondo dei loro sogni. Il piccolo teatro di circa 90 posti ospita spettacoli sempre diversi e di eccellente qualità artistica. Al suo interno si trova un punto ristoro dove sembra di essere a casa. Usciti all’aria aperta, ci «perdiamo» tra le stradine che hanno nomi e storie veramente originali: via Abbi Pazienza; vicolo Brontola; vicolo dei Fuggiti; vicolo dei Pazzi. «Abbi Pazienza» è la frase detta da un uomo per scusarsi di aver assalito la persona sbagliata in questa strada. Vicolo Brontola prende il nome dal suono, simile ad un brontolio, prodotto dal vento. Vicolo dei Fuggiti prende il nome dai prigionieri che riuscivano a fuggire dal carcere situato in quel vicolo. Come non accennare adesso al raggio verde, la luce di un raggio laser che ha illuminato Pistoia durante la prima settimana del nuovo anno. Il fascio luminoso, realizzato dal Comune di Pistoia e dall’Associazione teatrale pistoiese, tornerà ad accendersi più volte durante tutto l’arco dell’anno, per scandire i principali appuntamenti legati all’arte contemporanea del programma della Capitale Italiana della Cultura. Il collegamento luminoso, il cui punto di emissione è collocato al quarto piano di Palazzo Fabroni, ha un’estensione di 5,4 chilometri, necessaria a raggiungere villa di Celle a Santomato.

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