Campionato di Giornalismo la Nazione

Lo sport deve unire!

LO SPORT dovrebbe essere una pratica divertente e appassionante, ad essa appartengono aspetti apparentemente opposti come lo spirito di squadra, la lealtà, la fatica, il rispetto per l’avversario ma anche la competizione, lo scontro, la voglia di vincere che finisce talvolta per annullarne i pregi e trasformare lo sport in un vero e proprio incubo. Spesso sui giornali leggiamo fatti di cronaca dove i tifosi hanno dato vita a risse pericolose o hanno offeso pesantemente i competitori di colore, e queste discussioni, il più delle volte, sono dovute alle decisioni arbitrali non accettate. L’ arbitro o giudice che sia, a nostro avviso, ha il dovere di dirigere una competizione sportiva e solo lui deve prendere decisioni durante la gara, nessun tifoso, giocatore o allenatore dovrebbe avere la possibilità di contestare le sue decisioni perché è principalmente suo il ruolo di dirigere una partita secondo regole ben precise. Quando qualcuno contesta le decisioni arbitrali avvengono infatti litigi che in casi estremi possono trasformarsi in risse a volte molto pericolose, anche in ambito giovanile. I protagonisti di questi comportamenti scandalosi, spesso, sono i genitori dei ragazzi che praticano sport agonistici. Le liti tra genitori di solito si originano a causa di due fattori: il poco impiego del proprio figlio nella squadra durante una partita o la convinzione di avere un figlio campione, tutto ciò si riscontra in particolare quando i ragazzi hanno un’età superiore agli undici anni. In questa fascia di età infatti l’allenatore di una squadra pretende un determinato impegno e determinate capacità fisiche da un giocatore;non ci si può quindi arrabbiare per questo,anche perchè dagli undici anni in poi lo sport non è più solo divertimento, ma richiede un vero e proprio impegno. Nel secondo caso i genitori di un ragazzo sono talmente convinti della possibile carriera del proprio figlio che finiscono per non accettare le sue sconfitte. Non a caso più volte i genitori si comportano in maniera inaudita: credono che il proprio figlio sia un campione, lo privano di vivere lo sport come una sana competizione e come un’occasione per stare insieme agli altri. Lo sport dovrebbe rappresentare una buona occasione di aggregazione, un modo per stare insieme divertendosi. Anche nella competizione lo sport dovrebbe renderci tutti migliori, quando noi davanti all’avversario pensiamo solo a batterlo , in questo modo probabilmente riusciremo a vincere la gara ma avremmo perso l’occasione di imparare da chi sta facendo sport con noi, gli avversari infatti ci fanno capire se la nostra tecnica è giusta e quindi vinciamo o quando stiamo sbagliando e quindi perdiamo, una grande lezione di vita, quindi, che ci servirà nella scuola, nella vita, nel lavoro!

Classe 2B

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