Campionato di Giornalismo la Nazione

La speranza viaggia in camper

CHI SI FOSSE trovato a passare per Piazza San Jacopo lo scorso 14 febbraio avrà certamente notato la presenza di un camper della Polizia di Stato adibito ad ufficio mobile. Nel giorno della festa degli innamorati infatti con l’iniziativa «Questo non è amore», partita nel luglio 2016 e che ha raggiunto ben ventidue province italiane, le questure hanno voluto porre l’attenzione su uno dei crimini gravi più commessi e difficili da estirpare: la violenza nei confronti delle donne. Violenza che ha assunto ormai mille sfaccettature, in un crescendo che va dagli atti persecutori (il copsiddetto stalking), agli abusi sessuali, fino ad arrivare, nei casi più tragici, alle lesioni gravissime e all’omicidio. Donne uccise da ex mariti che non si vogliono rassegnare alla separazione, sfregiate con l’acido da compagni gelosi, perseguitate per mesi con telefonate, messaggi, mail, pedinamenti, atti vandalici e minacce perpetrati da chi, spesso, distorcendo il concetto di amore, si dichiara «innamorato». PIÙ DI TUTTO colpisce che chi commette questi atti odiosi equivochi in maniera così deviata il significato della parola «amore» finendo per considerare la donna come un bene materiale, di cui disporre in modo totale, senza alcun freno. Nell’affrontare questo tema si precipita in un vero e proprio abisso, in una spirale in cui la realtà è più sconcertante della fantasia. Mediamente ogni tre giorni una donna viene uccisa. Madri di famiglia scompaiono nel nulla senza lasciare traccia. Migliaia ogni anno sono le violenze sessuali. LO «STALKER», il persecutore seriale, è diventato una figura quasi della porta accanto, tanto la cronaca ce lo ha reso familiare. Un altro dato che deve far riflettere è che il numero delle violenze potrebbe rappresentare soltanto la punta dell’iceberg, perché la maggior parte dei soprusi spesso non vengono denunciati, per vergogna ma soprattutto per paura. La presenza del camper con i tranquillizzanti colori bianco e carta zucchero delle volanti della Polizia di Stato serve a testimoniare la vicinanza delle istituzioni al problema, alle persone. Una prossimità concreta, palpabile, per dare coraggio a chi non ce l’ha, per ascoltare storie di ordinaria violenza, discriminazione, con l’ausilio di psicologi e personale specializzato. E anche, nei casi più estremi, per raccogliere denunce. Tutto ciò per aiutare, prevenire, sensibilizzare, condannare. L’iniziativa viene riproposta in questi giorni per la Festa della donna e ci sembra che tra tanti slogan la campagna “Questo non è amore” doni un senso di concreta speranza e sia una mimosa più fiorita di altre.

Classe 2D

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