Campionato di Giornalismo la Nazione

Il cacao “cibo degli dèi”

IL CIOCCOLATO è un alimento prodotto con i semi della pianta del cacao il cui nome scientifico «Theobroma cacao» significa, alla lettera, cibo degli dei. Primi a coltivare questa pianta furono i Maya, seguiti dagli Aztechi. In queste civiltà i semi di cacao erano usati come moneta di scambio o di conto e come unità di misura; durante le cerimonie religiose venivano offerti, insieme all’incenso, come sacrificio alle divinità. Il cacao era un articolo di lusso, per cui il consumo era riservato alle classi elevate sotto forma di bevanda calda o fredda. Il primo europeo ad assaggiare la cioccolata, offertagli in una coppa d’oro dal re azteco Montezuma, fu il conquistador Hernan Cortes che fece conoscere il cacao in Europa. Qui, all’inizio, come bevanda, non fu molto apprezzata per il sapore amarognolo fino a quando i monaci spagnoli cominciarono ad addolcirla con lo zucchero. Da allora ebbe ovunque un gran successo. IN ITALIA introdusse l’uso della bevanda al cioccolato Caterina, figlia di Filippo II di Spagna, quando, nel 1585, andò sposa a Emanuele I di Savoia. In Toscana ne cominciò il commercio agli inizi del 1600 il fiorentino Francesco Carletti. La pianta del cacao si coltiva in quasi tutti i paesi tropicali, soprattutto in Africa occidentale e in America latina. Ciò a causa del clima caldo-umido, particolarmente adatto. L’albero è alto da otto a dieci metri con grandi foglie lanceolate, fiori gialli o rossastri. Produce grossi frutti di circa 20 cm di forma ovoidale: le cabossidi, contenenti da 25 a 40 piccoli semi che, raccolti, fatti fermentare in appositi contenitori, sono, alla fine, essiccati. A questo punto ne comincia la trasformazione. La torrefazione, primo passo, consiste nell’investire con una corrente di aria calda le fave di cacao che poi vengono raffreddate. Dopo la tostatura, le fave vengono frantumate, per separare dalle bucce la granella di cacao che, nella seconda fase, viene macinata finemente fino a ottenerne una pasta fluida. Questa viene sottoposta a pressioni altissime, per separare il burro di cacao dai pannelli di cacao che, macinati ancora una volta, sono ridotti in polvere. La preparazione del cioccolato comincia con la miscelazione degli ingredienti, essenzialmente: cacao in polvere, burro di cacao e vaniglia. Nella successiva fase di concaggio, l’impasto viene lavorato per circa una settimana in serbatoi alla temperatura di 40°-50° C e raffreddato fino a circa 30° (tempra). A questo punto viene versato negli stampi ed è pronto per il confezionamento. Quanto lavoro c’è dietro una piccola delizia da gustare in tutto relax!

Classe 2F - tutor: Anna De Cillis

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