Campionato di Giornalismo la Nazione

Dalla merenda alla merendina

«DRIN!!!»... suona la campanella della ricreazione e il 70% degli alunni di una qualsiasi scuola media tira fuori dagli zaini patatine, crackers, merendine confezionate, poche pizzette, qualche pezzo di focaccia. Quegli stessi alunni a pranzo o magari a merenda si trovano davanti ad hot dog e panini colorati, infarciti di formaggio e hamburger. Che dire poi del Kebab, nato in Turchia e arrivato in tutti i nostri paesi? In ogni città, ad una cert’ora del pomeriggio, si sentono i profumi inconfondibili di cibi etnici giunti in Italia insieme a persone di provenienza, colore e lingue diversissime. In tutti i centri commerciali le grandi catene del fast food propongono pasti a buon mercato. Questo tipo di cibo è quanto di più democratico e trasversale abbia prodotto la globalizzazione e come tale lo definiamo con la lingua inglese: Junk food, (lett. cibo da buttare, che crea dipendenza). Vediamolo un po’ più da vicino. IL COSIDDETTO Junk food è povero di vitamine, antiossidanti e acidi grassi essenziali; al contrario è ricco di colesterolo, glucidi raffinati, sale da cucina e grassi saturi. Un cibo fortemente calorico, ma che non fornisce gli elementi nutritivi essenziali per una dieta equilibrata. Come abbiamo fatto a passare dai cibi sani al Junk food? La risposta è semplice: i cibi spazzatura sono più economici e molto più pratici. Soprattutto gli adolescenti li preferiscono per il sapore, per la loro facile reperibilità, per il prezzo appetibile, per la pubblicità che li propone quotidianamente in tv e sui social, perché così mangiano gli amici. Ma cosa comporta questa alimentazione? Il Junk food è nocivo non solo per la crescita sana ed equilibrata dei bambini, ma anche per gli adulti può rappresentare una causa importante di diversi problemi e patologie: obesità ( il 15% della popolazione giovanile è in forte sovrappeso), malattie cardiovascolari, diabete e alcune forme di tumori. Per non parlare di possibili danni al cervello, che pare abbia una naturale e istintiva predisposizione ai cibi spazzatura, una specie di dipendenza mentale per cui sceglie le patatine fritte, i condimenti, gli snack e i dolciumi. Tentazioni alle quali cede quasi fosse una dipendenza: depressione e attacchi di panico sono possibili effetti di scelte alimentari sbagliate. Stiamo esagerando? Certamente no. Tutti gli studi scientifici in proposito lo confermano. Prenderne coscienza è il primo passo. La buona notizia è che è possibile cambiare lo stile di vita e scegliere in modo consapevole e responsabile, fare attenzione alle proposte di qualità, migliorare l’alimentazione e di conseguenza la vita.

Classe 2D - tutor: Felicina Ceccotti

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