Campionato di Giornalismo la Nazione

I limiti del “mondo social”

GENERAZIONE “@-social”. Quando il mondo virtuale sostituisce quello reale. La nostra è la generazione di internet, dei contatti in tempo reale, dei social. Trascorriamo gran parte del tempo online, ossessionati dal numero di ‘like’ da raggiungere e poco interessati a coltivare i rapporti umani: uno sguardo, un sorriso, un profumo, un abbraccio sembrano non avere più significato e stiamo correndo il rischio di perdere la capacità di comunicare. Ma perché ciò che ci permette di tenere il mondo a portata di click, nello stesso tempo sta creando solchi apparentemente incolmabili tra noi adolescenti? In realtà, ci siamo posti la questione dopo aver visto, in classe, il cortometraggio “Oltre lo schermo”, presentato al Social Word Festival di Vico Equense. Del corto ci ha colpito come le nuove tecnologie abbiano influenzato il modo di relazionarsi tra persone fisicamente vicine ma affettivamente lontanissime. Come una madre può non accorgersi del ritorno a casa, da scuola, del figlio, semplicemente perché occupata al telefono, il che non le dà il tempo di chiedere al suo bambino come si sia svolta la giornata? Come una bambina, appena sveglia, può mettersi a giocare con lo smartphone, anziché cercare la sua bambola preferita? Come una ragazza può vivere la sua storia d’amore attraverso un telefono, anziché correre dal ragazzo che le fa battere il cuore? Esempi emblematici che ci hanno spinti a chiederci: «È a questo che ci ha condotti la nostra tanto acclamata era digitale?». Dietro i volti di ciascuno di quei personaggi, ognuno di noi ha rivisto se stesso e le nostre riflessioni su quanto l’uso smisurato dei social ci stia rendendo un po’ aridi ed incapaci di vivere pienamente gli affetti, si sono susseguite. Instagram, Whatsapp, Facebook, Snapchat, stanno minando le nostre capacità relazionali, forse perché abbiamo dato loro la priorità, forse perché è più difficile parlare a viso aperto, fare i conti con i nostri stati d’animo, abbracciare chi amiamo! Ci limitiamo a mandarci un messaggio con un po’ di emoticons, a camminare a testa bassa senza prestare attenzione a ciò che ci circonda, perché quegli schermi ci proteggono dalle nostre emozioni e ci fanno credere di poter fare o dire qualsiasi cosa. La verità, però, è che uno ‘smile’ non può sostituire la bellezza di un sorriso ed un cuoricino non può spiegare l’intensità di un legame. Pertanto, come fanno i protagonisti alla fine del cortometraggio, spegniamo ogni tanto i nostri dispositivi elettronici e lasciamo che si accendano i nostri sentimenti, senza aver paura di mostrarli agli altri perché, in fondo, non c’è niente di più bello del guardarsi semplicemente negli occhi!

Classe 2C - tutor: Lucrezia d'Epiro

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