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Vandalo, ecco come ti punisco

ELENA Mosti, assessore comunale alla promozione del territorio, durante un incontro alla scuola Malaspina, spiega come sia possibile contrastare il fenomeno delle scritte vandaliche che hanno invaso Massa. Ecco il botta e risposta. Cosa fate per contrastare il fenomeno delle scritte vandaliche su muri e monumenti delle città? «L’articolo 8 del regolamento della polizia municipale – spiega l’assessore Mosti – vieta atti vandalici in suolo pubblico. Il divieto riguarda le attività che possono recare danno o molestie a persone o ad animali o comunque deteriorare immobili, case o monumenti. Rientrano in questi casi, tra l’altro, l’uso di bombolette spray e lo scoppio di petardi. È prevista per i trasgressori una pena minima di 100 euro a cui si aggiungono i soldi della pulizia dell’immobile danneggiato. I controlli vengono eseguiti dai vigili urbani. Inoltre, per evitare questo fenomeno dannoso all’estetica della città, lo Stato ha fornito ad ogni Comune delle telecamere da installare nei punti più “strategici” della città ». Chi ha il compito di togliere quelle scritte? «Il compito di togliere quelle scritte è del proprietario dell’immobile danneggiato. In caso di bene pubblico, le scritte vengono tolte dagli operai del Comune. Se il vandalo viene individuato, allora, oltre a pagare la multa, deve ripulire l’immobile ». È stato mai sorpreso qualche vandalo in azione? «Sì. Siamo arrivati a infliggere una multa di addirittura 500 euro. Chiaramente per motivi di privacy non vi possiamo dire i nomi». Come spiega questi atti? «Oggettivamente non c’è una spiegazione. Sappiamo però che sicuramente vi è un disagio culturale alla base di queste azioni in quanto rovinare un edificio pubblico è sintomo di non sentirsi parte della comunità in cui si vive. Vieni infatti rilevato dagli esperti che chi non conosce la cultura e le tradizioni della terra in cui vive può arrivare a compiere vandalismi per ignoranza o per mancanza di senso di appartenenza ad una società». Avete un piano per prevenire questi vandalismi? «Un piano vero e proprio non è stato al momento formulato, perché risulta molto difficile, se non impossibile, monitorare ogni angolo della città. In alcune zone, veri e propri punti strategici, riusciamo ad esercitare un controllo con le telecamere. Inoltre abbiamo proposto corsi per prevenire atti vandalici». Pensa che occorrerebbe una maggiore sensibilizzazione al rispetto dei beni pubblici? «Sì, l’amministrazione si deve impegnare ancora di più per far capire quanto il patrimonio artistico e culturale della nostra città sia importante e quanto sia necessario rispettare monumenti, edifici, strade e piazze che sono patrimonio di tutti ».

Classi 1A, 2A, 3A - tutor: Federico Guidotti con la collaborazione del giornalista Alberto Sacchetti

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