Campionato di Giornalismo la Nazione

Una patente per internet

NOI GIOVANI di oggi siamo chiamati da Marc Prensky nativi digitali, in quanto nati e cresciuti con le nuove tecnologie e sempre connessi al web. Internet è il nostro megafono, amplifica la nostra voce e ci apre le porte del mondo, infatti grazie ad esso possiamo sapere quello che succede in tempo reale nel nostro pianeta e scambiarci informazioni di vario tipo. Ma vi siete mai chiesti quali danni provoca il suo uso eccessivo? Noi sì, per questo abbiamo invitato nella nostra scuola alcuni psicologi del SerT di Carrara che ci hanno parlato della dipendenza che può causare internet. Il dottor Maurizio Varese ci ha spiegato che una persona è dipendente da qualcosa quando vi dedica una parte considerevole del proprio tempo e finisce per trascurare altre componenti importanti della vita come lo studio, il lavoro e le amicizie. I social network stanno diventando sempre più parte integrante della nostra esistenza, perché gli esseri umani hanno bisogno di identificarsi in un gruppo e, se al tempo dei nostri genitori ci si sentiva isolati quando si stava in casa da soli, oggi ci si sente tali quando non si usano dei dispositivi elettronici con cui accedere alla rete. La comunicazione in chat, però, non ci permette di trasmettere e di cogliere gli stati d’animo dell’altro, le espressioni facciali umane vengono sostituite dalle “emoticons”, si perde così la risonanza emotiva e alcuni soggetti non sono più in grado di riconoscere le emozioni altrui. I giochi di ruolo online sono un altro aspetto di questa dipendenza, il giocatore si immedesima in un personaggio con il quale finisce per identificarsi, per questo può comparire un comportamento additivo: il soggetto tende a dedicare gran parte del suo tempo al gioco mettendo in crisi i rapporti interpersonali e gli impegni della vita reale. Nel videogioco, inoltre, quando si uccide un personaggio, questo non muore veramente perché il gioco riparte, così non si percepisce la gravità della morte e si rischia di non dare più il giusto valore alla vita e alle conseguenze dei gesti violenti. La tecnologia ha cambiato anche il modo di studiare e di scrivere: ad ogni dubbio si consulta il web come fosse un oracolo senza controllare l’attendibilità delle fonti e si utilizza un lessico sempre più ristretto con tante abbreviazioni. Internet potrebbe essere utilizzato meglio attraverso la consapevolezza, la creatività, l’educazione e comprendendone i limiti, i pericoli, ma anche l’enorme potenzialità. Come ci ha detto la nota giornalista Lorella Zanardo “Possiamo paragonare internet ad una Ferrari … se non hai la patente non la puoi guidare!”

Classi 2B, 2E - tutor: Barbara Lorenzini, Francesca Costa

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