Campionato di Giornalismo la Nazione

Legalità e impegno senza paura

NELL’AMBITO del Progetto Legalità dell’Istituto Comprensivo Bevagna-Cannara, le classi terze della scuola secondaria di Bevagna hanno avuto il privilegio di incontrare grandi personalità, che hanno offerto testimonianze di esemplari esperienze di legalità e impegno civile. L’iniziativa, basata su tre appuntamenti nasce dalla collaborazione tra il Comune di Bevagna, l’Ostello Diffuso Turriscollis e la scuola con l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza ed i giovani ad una tematica fondamentale per la convivenza civile. GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO, alla presenza del sindaco Falsacappa e della dirigente Francesca Lepri, i ragazzi hanno conosciuto Umberto Ambrosoli, figlio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, che nel 1974 venne nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana portata al fallimento da Michele Sindona. Durante il suo lavoro si rese conto di diverse irregolarità nei conti e di alcuni libri contabili che erano stati falsati. Sindona aveva rapporti molto stretti con politici, con personalità della finanza e con diverse società mafiose. Ambrosoli, nel corso delle indagini, ricevette tentativi di corruzione e minacce di morte, ma rifiutò proposte che potevano sembrare convenienti a tanti e decise di andare avanti lo stesso con le sue ricerche. Il 12 luglio 1979 fu assassinato da un sicario americano, il giorno dopo avrebbe dovuto firmare una dichiarazione che attribuiva la responsabilità del fallimento della banca a Michele Sindona. Ricordando la memoria del padre, Umberto ha voluto evidenziare il fatto che quando suo padre venne chiamato per la liquidazione della banca, avrebbe potuto tirarsi indietro, visto l’incarico rischioso, invece ha scelto di assumersi la responsabilità di fare qualcosa per cambiare le cose, obbedendo ad un alto senso di giustizia a rischio della sua stessa vita. «ASSUMERE responsabilità ci aiuta ad essere pienamente protagonisti della nostra vita. Se non sono responsabile, se non mi impegno per cambiare le cose, la mia vita non serve a niente» ha ricordato Umberto Ambrosoli, che per sensibilizzare ancora di più i ragazzi sul senso di responsabilità ha citato una frase con cui il padre spiegava le motivazioni delle sue coraggiose scelte: «Io non posso insegnare ai miei figli di non fare quello che ritengono giusto solo per paura». Proprio per questo principio, ha continuato Umberto «mio padre ha agito con lealtà anche a costo della sua stessa vita ». I ragazzi hanno partecipato con interesse all’incontro, hanno ringraziato Umberto Ambrosoli per la lezione di vita che ha fornito loro ricalcando le orme del padre e valorizzandone la memoria.

Classi 3A, 3B, 3C

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