Campionato di Giornalismo la Nazione

Il cibo è vita, no allo spreco

LO SPRECO è un consumo fatto in quantità eccessiva ed è sempre un rischio legato ad ogni azione. Possiamo sprecare cibo, energia, acqua, denaro, ma anche tempo; questo verbo ha una valenza sempre negativa, soprattutto quando buttiamo beni preziosi che scarseggiano. Noi ci siamo concentrati sull’analizzare lo spreco del cibo. Anche l’argomento di Expo 2015 era “nutrire il pianeta” e si metteva in luce la necessità di un equilibrio planetario nella distribuzione del cibo. Di ciò infatti c’è un grande bisogno; solo rimanendo in Europa, la quantità sprecata ogni anno è enorme, pari a 89 milioni di tonnellate, ovvero a una media di 180 chili a testa. I PAESI industrializzati più spreconi sono l’Inghilterra, con 110 chili a testa, poi Italia (108 chili), Francia (99 chili), Germania (82 chili), Svezia (72 chili). Il 42% degli sprechi alimentari avviene in casa (fonte: Slow Food Italia). Nel nostro paese secondo l’Istat ci sono 4 milioni e 598 mila persone in stato di povertà assoluta e altre 8 milioni e 307 mila giudicate “relativamente povere” e le cifre crescono a dismisura nei paesi poveri e in quelli in via di sviluppo. Allora perché sprecare cibo quando, ciò che alcuni buttano via, nutrirebbe così tante persone? A livello legislativo anche in Italia dal 2016 abbiamo una nuova legge, la 166, che promuove l’abbattimento degli sprechi e facilita la cessione gratuita di prodotti alimentari, ma, per diventare tutti più sensibili sul tema, bisogna cominciare dall’analisi delle nostre abitudini. ALLORA siamo partiti da noi, da quanto sprechiamo in casa con un’intervista ai genitori. I motivi più ricorrenti sono stati la distrazione (ci dimentichiamo della data di scadenza, anche molto stretta, e non ce la sentiamo di consumare ciò che supera anche di un giorno quel termine); l’abitudine di acquistare sempre di più di quanto ci serve, anche dando retta alle offerte 3x2; errori nella conservazione sopratutto degli alimenti freschi: un classico è l’insalata che ghiaccia sul fondo del frigo. INFINE c’è la tendenza a cucinare porzioni troppo abbondanti e gli avanzi non sono graditi. Tutto sommato però le nostre famiglie stanno attente, anche perché in Garfagnana, zona che non è mai stata troppo ricca, ci sono buone ricette con le rimanenze, ad esempio il pan cotto e le polpette con il ripieno riciclato. Con il cibo buttato si spreca anche l’acqua che è servita per produrlo e l’energia (per azionare macchine agricole, di trasformazione, trasporti e conservazione, ecc.). Quindi più sprechiamo, più gettiamo risorse e gas serra in atmosfera.

Classi 3A, 3B - tutor: Federica Biagioni, Lucia Giovannetti

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