Campionato di Giornalismo la Nazione

Terza età: risorsa, non un peso

A SCUOLA abbiamo letto una statistica che ci ha fatto riflettere: l’Italia è la nazione in Europa con la più alta percentuale di anziani! Così ci siamo informati sulla realtà di Montignoso e abbiamo saputo che nel nostro comune sono 2591, di cui 1460 donne e 1131 uomini; dei “vecchi” veri e propri, quelli oltre gli 80 anni, la maggior parte vive in famiglia. Anche qui da noi la vita media si è allungata, le nascite diminuiscono e la popolazione … invecchia. Allora ci siamo chiesti quale sia il nostro atteggiamento nei confronti delle persone anziane e come loro vivano i cambiamenti della società attuale. Qualcuno considera gli anziani un peso perché li ritiene lenti e un po’ noiosi, magari troppo brontoloni e critici nei confronti delle novità; noi ragazzi di Montignoso, invece, forse perché viviamo in una realtà ancora “a misura d’uomo”, siamo abituati a considerare i nostri nonni e bisnonni come persone importanti all’interno delle nostre famiglie: il loro ruolo ci sembra fondamentale perché costituiscono un aiuto nell’organizzazione della vita quotidiana (sono babysitter eccezionali!), un sostegno economico (spesso frutto dei risparmi di una vita), una fonte di consigli e, come è emerso dalle conversazioni con loro, una miniera di ricordi ed esperienze. Certo, oggi la società è molto diversa rispetto a quando loro erano giovani: negli anni hanno dovuto imparare a convivere con nuove tecnologie inimmaginabili nel passato, vedono figli e nipoti alle prese con ordigni misteriosi e complicati come PC, smartphone, tablet, e social network, con nomi per loro spesso difficili anche solo da pronunciare…. Pensandoci bene però ogni tanto, magari, sarebbe il caso di staccarci dai nostri passatempi tecnologici preferiti e dedicare un po’ più di tempo anche a loro: quante cose hanno da insegnarci e da raccontarci! E i loro consigli possono risultare preziosi perché nella loro lunga vita hanno già affrontato problemi e trovato soluzioni col buon senso e l’esperienza. In fin dei conti gli anziani di oggi non sono altro che i giovani di ieri e i giovani di oggi saranno gli anziani di domani: l’evoluzione della nostra società sta proprio in questo” passaggio di testimone”. Abbiamo concluso che una società in cui gli anziani sono privati di rispetto e dignità e soffrono solitudine ed emarginazione non può definirsi civile, e che, al contrario, essi non devono essere considerati un fastidio, ma una risorsa preziosa: i ritmi frenetici della vita di oggi non dovrebbero mai farci dimenticare che quello che siamo, che possediamo e che possiamo permetterci lo dobbiamo anche a loro.

Classi 2A - 2B - 2C

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