Campionato di Giornalismo la Nazione

Supereroi moderni

«NESSUNO DI NOI è un eroe, questa è la normalità». Così dicono i vigili del fuoco, coloro che ogni giorno lottano contro la morte per salvare vite. La paura è sempre dietro l’angolo ma non si scoraggiano mai, pronti ad ogni emergenza, hanno solo 30 secondi di giorno e 1 minuto di notte per uscire dalla caserma. Nel corso della giornata sono quattro i turni che devono coprire, anche se duri, dalle 8 alle 20 o dalle 20 alle 8: 12 ore di lavoro, 24 di riposo e poi ancora 12 di lavoro e 48 di riposo, al suonare del pericolo i 5 uomini che intervengono, 2 autisti, il caposquadra, distinguibile dal casco rosso, e due vigili col casco nero, sono sempre pronti e in allerta. Molto forte è stata l’emozione quando abbiamo sentito raccontare, direttamente dalla voce di chi le ha vissute, gli sconvolgenti interventi per la tragedia della Costa Concordia, per l’alluvione ad Albinia, per il terremoto di Norcia, per la slavina di Rigopiano. Le immagini che hanno proiettato sono state tanto intense da trattenere a stento le lacrime: sembrava veramente di essere lì con loro ad estrarre le persone dalle macerie. L’organizzazione delle chiamate e la conseguente partenza per un’operazione, se all’apparenza può sembrare facile, è in realtà una macchina molto complessa. Le chiamate al 115, tutte registrate, sono gestite da un centralino che funziona anche in caso di blackout. Bisogna cercare di essere più chiari possibile, così che gli interventi possano essere precisi e tempestivi. IN CASO di calamità, i dispersi, il primo giorno, hanno il 90% di possibilità di essere ritrovati vivi e nei giorni seguenti la percentuale cala drammaticamente fino ad arrivare a solo il 7% il sesto giorno. I vigili del fuoco sono divisi in gruppi, tra i quali: S.A.F. (Soccorso Alpino e Fluviale), T.A.S. (Topografia Applicata al Soccorso), U.S.A., coloro che vanno in «missione», quelli che a Rigopiano hanno salvato vite, tramite le informazioni date dalla caserma di Grosseto. Poi c’è il D.O.S. (Direttore Operativo Spegnimenti) coloro che organizzano l’opera di spegnimento e la difesa dei centri abitati in caso di incendi di larga portata; esso è coordinato dalla caserma di Roma ed è formato dall’ex Corpo forestale, dalla Regione Toscana, che mette a disposizione elicotteri e canadair. È stato chiesto ai vigili del fuoco se hanno mai pensato di abbandonare questo lavoro. «No – è stata la loro risposta – è il lavoro più bello del mondo, quando arrivi in caserma non sai mai cosa può succedere e, quando salvi vite, talmente tanta è la soddisfazione e l’entusiasmo che non si trovano parole per spiegarlo». Passione, coraggio, determinazione sono queste le doti che abbiamo letto negli occhi e nella voce di questi eroi. «No, non chiamateci così», ci dicono umilmente, ma non troviamo altro modo per definirli.

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