Campionato di Giornalismo la Nazione

Riflessioni di un’adolescente

CREDO CHE NELLA VITA di un bambino una figura anziana sia indispensabile. Da piccola passavo molto tempo con mia nonna, cosa che ora non riesco a fare come prima. Ultimamente mi sto chiedendo se l’infanzia e la vecchiaia siano veramente così diverse; in entrambi i casi non si è più o non si è ancora partecipi della vita attiva e impegnata, questo permette di vivere con più leggerezza la vita, senza schemi. LA SENSIBILITÀ è la cosa che più accomuna questi due periodi della vita: si piange spesso, a volte per cose superficiali, si ha bisogno di sentirsi più amati che mai. Per accudire un bambino o un anziano ci vogliono molta pazienza e comprensione. Gli occhi del bambino come quelli dell’anziano ti fissano con incanto e stupore, di chi non ha ancora vissuto pienamente, o di chi si è lasciato alle spalle il «forte della vita». NELLA SOCIETÀ attuale i nonni sono un punto di riferimento importante e una sicurezza per bambini e adolescenti. E’ ESSENZIALE la loro presenza, nonostante a volte si sentano in solitudine e inutili per la loro vita non più così frenetica; siamo noi giovani a dover dimostrare loro che non è così, e portar loro rispetto perché sono e saranno sempre un «passo avanti a noi». UN BAMBINO che ha la possibilità di crescere con un anziano a fianco ha già trovato il più prezioso dei tesori, nei suoi racconti i più pregiati e ricchi consigli. PENSO che infanzia e vecchiaia non si congiungono solamente, ma sono anche le due tappe più intense della vita, in esse si rivelano l’essenza dell’uomo, gli sforzi e i sogni; in fondo gli anziani sono il tronco della vita e, come i bambini, vivono nello stesso albero, ma in stagioni diverse. RICORDO che mia nonna una volta mi disse: «Tu sei la ventata fresca di allegria che mi permette di passare questi anni con serenità». Così, pur essendo piccola, mi resi conto che per me era lei «la ventata di aria fresca», i veri occhi della vita. E CAPII che infanzia e vecchiaia, oltre ad essere molto simili, si completano l’un con l’altra, con l’unica differenza che il giovane cammina più veloce di chi conosce già la strada.

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