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Asciano: siamo quello che mangiamo

CIRCONDATO dalle bellissime crete senesi ed immerso nei colori e nei profumi della campagna, il paese di Asciano affonda le sue radici nella tradizione contadina e fin dall’antichità è stato legato alla produzione agricola. Per capire quanto sia stata importante la coltivazione dei cereali ad Asciano basta fare una passeggiata per il paese e visitare Piazza del Grano, così chiamata perché vi si teneva il mercato del prezioso cereale. Sulla piazza si affacciavano numerosi palazzi i cui fondi erano adibiti a granai e tra questi c’era anche l’edificio in cui si trovava il convento dei monaci di San Galgano, che amministravano numerosi beni e terreni nel territorio, vendendo poi nella piazza antistante i prodotti agricoli ricavati. Nel corso della storia anche alcune ricche famiglie senesi, come i Tolomei, acquistarono nelle nostre zone terreni coltivabili e per questo si parlava di Asciano come del “granaio di Siena”. A testimoniare questo legame con Siena c’è, nella Piazza del Grano, la bella fontana quattrocentesca commissionata dall’antica Repubblica senese; creata da Antonio Ghini nel 1465, voleva ricordare i rapporti, anche economici, tra le due città. Nemmeno oggi gli Ascianesi hanno smesso di occuparsi di agricoltura: otto aziende appartenenti al nostro territorio hanno recentemente dato vita al Consorzio Pastasciano. L’obiettivo è quello di puntare sulla qualità di un prodotto interamente tracciabile e a km zero. Abbiamo parlato con il signor Bartolo Conte, la cui azienda fa parte del Consorzio, che ci ha guidato passo passo dentro il processo produttivo. Sulle colline delle crete viene coltivato, senza utilizzare prodotti chimici, il grano di varietà “Senatore Cappelli”, un cereale tutto italiano, inconfondibile per l’altezza del fusto (la pianta è così sviluppata che la luce non filtra alla base, ostacolando le erbacce e permettendo di evitare i diserbanti) e che non ha mai subito tecniche di manipolazione genetica. La macinatura e la pastificazione vengono effettuate in modo artigianale: grazie a una trafilatura con stampi in bronzo ed essiccazione a una temperatura inferiore a 38° (la grande industria arriva in genere a 120°). Le proprietà organolettiche della pasta vengono così esaltate e ne rimane inalterata l’elevata digeribilità. Dalla cura della pianta, nata dall’amore ed il rispetto per il nostro bellissimo territorio, fino a quella messa nella lavorazione, nasce quindi un prodotto sano, gentile verso l’ambiente ed il consumatore, gentile come Asciano, non a caso il «Paese del Garbo».

Classe 3A

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