Campionato di Giornalismo la Nazione

La lettura ci salverà

A TU PER TU con Andrea Valente, padre della Pecora nera. Il Progetto della biblioteca di Empoli “Leggere per leggere” ci ha fatto conoscere lo scrittore Andrea Valente, prima attraverso i suoi libri quindi direttamente in un incontro avvenuto a dicembre al Cenacolo degli Agostiniani. Lo scrittore ha esordito parlando della delicata fase della creazione, sottolineando che un’idea quando è buona va presa al volo e se non viene non serve aspettarla sul divano. A volte dietro un ‘progetto’ fortunato c’è qualcosa di molto semplice. Prendiamo la Pimpa, per esempio. Altan delinea una sagoma simile a una cane. Come lo coloriamo? Chiede alla sua bambina. Rosso e bianco, a palle. E come si chiama? Pimpa, risponde lei. Il gioco è fatto. L’idea della Pecora Nera, aggiunge, è nata altrettanto semplicemente da uno schizzo su una cartolina di buona fortuna (è il 1995) che poi è diventato un disegno, quindi un personaggio che è rimbalzato su zaini, diari, fino a trasformarsi nel protagonista di un libro fortunato, col quale si vuol dimostrare che anche una pecora nera tra milioni bianche è importante e che a volte bisogna essere orgogliosi di andare controcorrente. Andrea Valente nasce come vignettista e solo in seguito diventa scrittore. Di questo mestiere svela la vera complessità, ricordando le varie fasi di lavorazione: prima l’ideazione, poi la progettazione con la casa editrice, dunque la stesura , la correzione, infine la divulgazione. AGGIUNGE che il suo momento ideale per scrivere sarebbe la notte, quando non suonano alla porta o non squilla il telefono, ma che per poter svolgere una normale vita sociale ha dovuto adattarsi, così ora si alza presto e scrive di mattina. Ricorda con piacere alcune importanti collaborazioni, senza le quali i suoi scritti sarebbero stati incompleti; come quelle con l’astronauta Umberto Guidoni, con l’esploratore Michele Pontrandolfo, con il velista Pietro D’Alì. Alcuni libri sono diventati progetti più ampi, come “La Pecora nera & altri sogni” (premio Andersen 2007), realizzato all’interno del carcere minorile di Nisida, insieme ai ragazzi detenuti, dei quali sottolinea le dure condizioni di vita; l’esperienza è poi diventata qualcosa di prezioso per lui stesso perché, spiega, aiutare chi ha avuto meno dalla vita può rivelarsi un’esperienza straordinariamente formativa. Alla fine, dopo tante chiacchiere e non poche risate, si congeda con un arrivederci, dandoci appuntamento al racconto del venerdì (pubblicato ogni settimana sul suo blog). Grazie a progetti come questo si può riscopre il piacere e la bellezza della lettura come momento di riflessione ma anche di condivisione e, perchè no, di divertimento ed evasione.

Classe 2F - tutor: Roberta Costagli

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