Campionato di Giornalismo la Nazione

In guerra perdono tutti

STIAMO VIVENDO un periodo molto complicato. Travagliato da rivolte, violenze, persecuzioni e discriminazioni. Purtroppo anche da guerre. Conflitti che spesso sfuggono all’attenzione, riguardando popoli dei quali poco si parla, sui giornali o perfino a scuola. Tutto ciò ci ha spinto a chiederci che cosa è la guerra, parola che noi credevamo presente solo nei libri di storia. Ma riflettendo con i nostri insegnanti abbiamo scoperto che la guerra esiste anche oggi nel mondo. Combattuta a strati come dice il papa. Ma cos’è? Guardando nel vocabolario abbiamo letto la sua definizione. E’ un conflitto tra stati sovrani o coalizioni per la sua risoluzione. Di solito è motivata da ideologie contrastanti o economie diverse. Abbiamo anche discusso in classe se avesse vincitori o vinti. Abbiamo concluso la nostra discussione in modo negativo. In guerra ci sono solo vittime innocenti. Se l’uomo fosse meno egoista e se qualcuno con molto potere si preoccupasse di ciò che accade , allora il mondo sarebbe principalmente pacifico. MA QUALI SONO i motivi? Tra i tanti: la diversità del modo di pensare delle persone. Molti sono convinti che la guerra sia il modo giusto per risolvere situazioni che si potrebbero anche discutere intorno ad un tavolo, senza coinvolgere nella morte innocenti come i bambini. Spesso le persone molto potenti si sentono più forti praticando violenze e razzie su altri, spesso i più deboli. Come Hitler contro gli ebrei. O Milosevic nella ex Yugoslavia alla fine degli anni Novanta. MA ANCORA OGGI, soprattutto in paesi come la Siria o Iraq, si verificano azioni violente o di guerriglia o di persecuzioni. A proposito di questi paesi abbiamo discusso in classe del terrorismo provocato dall’Isis, sigla che indica i fondamentalisti islamici e che vede le persone di una diversa religione dalla loro come oggetto di sofferenza e di morte. Le guerre come queste sono indicate come di religione. Come se una divinità fosse più importante di altre e volesse delle vittime sacrificali come coloro che restano vittime di attentati. Ricordiamo a questo proposito quello avvenuto in Germania, poco prima di Natale. Pagine di cronaca che si vanno a incrociare con le pagine della storia e quindi interrogano da questo punto di vista in maniera ancora più diretta e travolgente. Specie quando ad unire le une e le altre è il fil rouge del terrore che ci tiene inchiodati oggi, come lo erano ieri i nostri nonni.

Classe 2A - tutor: Maria Romagnoli Polidori

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