Campionato di Giornalismo la Nazione

Emergenza nei nostri mari

CONTINUANO le notizie sulla silenziosa moria di cetacei, con molti animali morti trovati lungo i litorali del mar Tirreno. Nel 2013 sono stati trovati morti 57 delfini e solo negli ultimi giorni ne sono stati ritrovati cinque spiaggiati sul litorale toscano. Tante le ipotesi sulle possibili cause: un virus, l’inquinamento acustico, quello ambientale o la penuria di cibo. Si è perfino ipotizzato il morbillo, poiché i delfini non sono apparsi in buono stato di salute, con eccessivo stato di magrezza, presenza di molti parassiti, stomaco semivuoto. SICURAMENTE pesa la responsabilità dell’azione umana: le analisi delle acque superficiali confermano una seria contaminazione da batteri fecali, tipici degli scarichi fognari, anche in alto mare. Dato l’imponente traffico navale, drammaticamente elevato in estate, è probabile che tale contaminazione possa essere dovuta anche agli scarichi di grandi navi da crociera, traghetti, tanker e cargo che spesso trasportano anche sostanze pericolose. Ma l’inquinamento riguarda non solo la superficie, ma anche le profondità marine! A CIÒ si unisce l’inquinamento acustico e un’azione di disturbo causati dal traffico navale che disturba e disorienta i cetacei, il cui numero è notevolmente diminuito nell’ultimo decennio. Ne consegue che occorre prendere una posizione per la salvaguardia dell’ambiente e dunque anche dei cetacei. La parte del mar Tirreno compresa fra Liguria, Toscana, Costa Azzurra e nord della Sardegna è stata riconosciuta e definita come un “Santuario dei cetacei”, istituito con un accordo internazionale nel 1999, un habitat ideale per i cetacei, ricco di nutrienti. Purtroppo l’accordo internazionale non garantisce una reale protezione dell’area e il “santuario” rischia di diventare un “cimitero”. Infatti il santuario versa in condizioni critiche a causa dell’elevato traffico marittimo e dell’inquinamento che stanno mettendo a rischio un ecosistema unico. È PERCIÒ necessario mettere in atto con urgenza misure concrete per eliminare gli scarichi di acque reflue e di ogni sostanza pericolosa durante la navigazione; per dotare i porti delle necessarie infrastrutture e per limitare la velocità delle imbarcazioni e che si stabiliscano attività di monitoraggio adeguate e misure concrete di protezione per rendere il Santuario un’area veramente protetta. È auspicabile che tutti gli Stati del Mediterraneo si impegnino a creare, mantenere e custodire una rete di aree marine protette con piani di gestione a reale tutela della flora e della fauna marina non… Solo sulla carta.

Classi 1B - 1C - tutor: Anna Maria La Placa

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