Campionato di Giornalismo la Nazione

Chi c’è dietro lo schermo?

È IL 1997 quando negli Stati Uniti nasce il primo social network. Ecco poste le fondamenta: a partire dal 2003 si comincia a parlare di “social network” (una società virtuale sempre connessa) e chissà se e quando smetteremo di parlarne. Sono passati vent’anni e oggi il fenomeno dei social ha assunto dimensioni inimmaginabili. Lo scopo iniziale era quello di creare una comunità virtuale in cui le persone potessero interagire tra loro. Possiamo dire che l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto. Ma i social hanno fatto molto di più. Hanno cambiato il modo in cui ci rapportiamo tra di noi. Hanno cambiato la percezione del tempo, che sembra scivolare via di fronte ad uno schermo. Hanno reso tutti, specialmente i ragazzi, sempre più simili tra loro, sintonizzati sugli stessi modi di dire, sulle stesse canzoni, sulle stesse foto. Hanno permesso una circolazione immediata e istantanea di qualsiasi cosa ci passi per la testa. Hanno inventato un nuovo linguaggio e un nuovo modo di esprimersi. Insomma, quella dei social è niente di meno che una vera e propria rivoluzione, di cui noi siamo i protagonisti principali. Ma come ogni rivoluzione ha portato con sé una serie di rischi e pericoli che ancora dobbiamo imparare a conoscere e da cui dobbiamo imparare a difenderci. Una realtà virtuale ha sostituito la vita reale. La realtà concreta c’è ancora intorno a noi, ma è come passata in secondo piano. Preferiamo scriverci messaggi su WhatsApp piuttosto che dirsi le cose a quattr’occhi: molto meglio litigare, discutere o fare complimenti attraverso uno schermo. Meno rischi e meno coinvolgimento. Ma molta più incomprensione e distanza. Di fronte a un bel panorama preferiamo scattare una foto o un selfie, magari più di uno per assicurarsi di essere venuti al meglio. Ma non sappiamo più gustarci le cose così come sono, senza filtri. PIÙ CHE mettere in comunicazione le persone tra di loro, i social hanno permesso di creare una seconda identità, che vive di immagini, musica, giochi on line, amicizie virtuali, foto scattate al momento giusto, ma che non ci rappresenta fino in fondo. I social di per sé non sono né “buoni” né “cattivi”: sta a noi imparare ad usarli, è compito nostro scoprire che i protagonisti della nostra vita siamo noi in carne e ossa. Insieme scopriamo che ognuno di noi è molto di più di ciò che passa su uno schermo o da un profilo. Eppure, non sappiamo più farne a meno. Chi ha creato questa realtà virtuale da cui non siamo più capaci di scollarci? Siamo stati noi! È una risposta così banale da sorprendere tutti. Siamo noi ogni giorno a trasformare la nostra vita e possiamo trasformarla in meglio.

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