Campionato di Giornalismo la Nazione

I “Millennials” e gli anziani

FATTI di cronaca recenti mettono in evidenza quanto le nuove generazioni siano fragili. L’attualità mostra che i ragazzi di oggi sono completamente estranei ai veri dolori che gli anziani hanno vissuto. Questa nuova generazione è convinta di non riuscire a vivere senza cellulare, un mezzo che, quarant’anni fa, non esisteva e che non era nemmeno possibile immaginare. Forse è proprio a causa di tutte queste nuove invenzioni che i giovani stanno iniziando ad esprimere se stessi in modo violento ed è anche a causa di essi che ultimamente stanno capitando molte disgrazie a ragazzi che non hanno ancora raggiunto la maggiore età. ALCUNI GIORNI FA ci è stata data una prova di che cosa voglia dire davvero essere ragazzi fragili. Fragili, perché spesso non riescono ad esprimere se stessi, e sono cosi costretti a rifugiarsi nel mondo del web vivendo in una realtà parallela. Un esempio è stato dato con la morte di una 17enne, morta a Milano, in una strada dove, dopo aver abbandonato l’auto del padre in corsa, è stata travolta da un tir. SI PENSA che il camion non abbia visto la ragazza e che non abbia sentito l’impatto, visto che l’incidente è accaduto la sera. Un altro sfortunato evento è quello successo a Genova: un ragazzo di sedici anni si è buttato dal balcone davanti alla madre. Accaduto quando alcuni finanzieri erano impegnati in una perquisizione domiciliare alla ricerca di droga e, il ragazzo, pensando che fosse mirata a lui ha deciso di porre fine alla sua vita. TUTTI questi ragazzi si sono dimenticati della cosa più importante: parlare. Sottovalutando le situazioni, non parlandone con gli altri spesso si arriva a conclusioni terribili, proprio come quelle degli sfortunati recenti episodi. Tutti questi tremendi avvenimenti sono la dimostrazione di come i ragazzi di oggi reagiscano ai problemi, dovuti al poco dialogo che, a causa dei mezzi digitali, sta sparendo. DIVERSI da questi nuovi ragazzi sono gli anziani, i veri eroi di questo mondo. Anziani come quelli che la classe 3A della scuola R.Fucini, è andata a visitare alla casa di riposo di Montespertoli per confrontare con loro pensieri ed esperienze passate. La verità è che la vecchia generazione ha già fatto gran parte del lavoro dei giovani. Gli anziani hanno garantito così ai ragazzi una vita migliore della loro.

Classe 3A

La parte grafica è stata seguita dalla professoressa Patrizia La Rosa

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