Campionato di Giornalismo la Nazione

Vi raccontiamo la Grande Guerra

ANCHE SE L’ITALIA si era dichiarata neutrale, sin dal 1914 ad Assisi si fecero sentire gli effetti della Grande Guerra con l’emanazione di circolari che vietavano anche solo di parlare del conflitto in corso. Tuttavia dal 1915 il peso della guerra fu crescente: in una circolare emanata dal sindaco, il Comune avvia un’opera di propaganda per reprimere la divulgazione di notizie false e mendaci che rischiavano di allarmare e deprimere lo spirito pubblico. IL POPOLO fu gradualmente coinvolto con l’arruolamento di militari di prima e seconda categoria, nonché di minatori o terrazzieri sotto i 50 anni di età destinati alla realizzazione delle trincee; poi furono richiamati alle armi tutti coloro che in precedenza non erano stati arruolati per la mancanza dei requisiti fisici necessari. In un manifesto del 1915 furono requisiti agli allevatori del Comune ben 5679 quintali di bovini con peso superiore ai tre quintali e mezzo destinati ai combattenti ed era accettata anche la carne delle vacche sterili e poco lattifere. Il municipio iniziò a sequestrare e ad inviare al fronte anche i quadrupedi e tutti i veicoli privati. In un giornale del 1915 si elencano gli indumenti che avrebbero dovuto indossare i soldati quando faceva molto freddo, con accanto il disegno e la descrizione dettagliata di come realizzarli, compito spettante alle donne rimaste a casa. In un altro manifesto del 15 luglio 1917, in piena attività agricola, a causa della scarsa manodopera maschile nei campi, furono utilizzati i prigionieri di guerra, compresi quelli presenti nelle carceri. I coltivatori potevano rendersi utili con alcune produzioni: così un manifesto del 1917 testimonia la richiesta di aumentare la raccolta dei noccioli dalla cui carbonizzazione si otteneva il carbone assorbente contro i gas asfissianti. Un manifesto del 1917 riporta le norme per l’invio dei pacchi ai prigionieri in Austria- Ungheria grazie alla Croce Rossa. IN OCCASIONE del Natale di quell’anno si realizzò un albero di Natale con doni da destinare ai soldati al fronte. Dopo la disfatta di Caporetto ad Assisi si costituì il Patronato per i profughi, di cui faceva parte il nobile Ulderico Fiumi: da una scrittura privata proveniente dal suo archivio è emersa una serie di nomi di uomini, donne e bambini che necessitavano di tutto poiché essendo fuggiti non avevano più nulla. I registri scolastici ci hanno fatto scoprire una realtà completamente diversa dalla nostra: classi miste con numerosi profughi e materie diverse (persino lavori domestici) oltre che … voti bassissimi!

Classi 3A-3F

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