Campionato di Giornalismo la Nazione

“Terremoto, noi c’eravamo”

I TERREMOTI hanno sconvolto tante parti dell’Italia centrale, provocando lutti, perdite di tesori d’arte e di frutti del lavoro di una vita. Abbiamo avuto il privilegio di conoscere questa tragedia dal punto di vista di due nostre nuove compagne, venute a vivere da sfollate negli alberghi di Ponte San Giovanni. Nicole è di Cascia, Francesca di Norcia; sono arrivate, stordite e spaventate, dopo la terribile scossa del 30 ottobre. Insieme a loro, in altre classi della scuola, altri alunni nelle stesse condizioni. Piano piano abbiamo fatto amicizia e loro si sono confidate e hanno raccontato la loro terribile esperienza. Il 24 agosto dunque, le nostre amiche sono state svegliate dal terremoto che ha provocato 299 vittime nel reatino. A NORCIA E A CASCIA non ci sono stati danni ma Francesca e Nicole, con le loro famiglie, hanno dormito in macchina. Una notte di paura, scomodità, freddo. E i loro genitori ricordavano anche troppo bene i terremoti del 1997 e del 1969. Il 26 ottobre la scossa magnitudo 5.9 Richter ha fatto saltare la corrente elettrica e ancora una volta le ragazze con i loro cari si sono rifugiate in macchina dove hanno dormito, notte dopo notte, fino al 31 ottobre. A Norcia, in quel periodo si contavano circa 15.000 turisti, per fortuna nessuna vittima e danni limitati, anche se i vigili del fuoco effettuavano verifiche e gli abitanti vivevano in auto, tende e camper. Francesca è andata a stare dalla nonna in una frazione ritenuta più sicura. Ma la mattina di domenica 30 ottobre, dopo la fortissima scossa magnitudo 7.1 con epicentro proprio a Norcia, la nostra compagna ha visto con angoscia una nuvola di polvere sollevarsi sopra la cittadina, mentre il campanile di una chiesa a Cascia si inclinava proprio sopra la casa di Nicole. Le ragazze hanno le abitazioni nelle zone rosse e quella di Francesca ha perso due stanze. ALLA NOSTRA domanda sul crollo della Basilica di san Benedetto a Norcia, Francesca ha risposto che sono stati molto fortunati: se la scossa si fosse verificata più tardi, verso le 10, sarebbe stata una strage perché era l’ora della messa. Secondo Nicole invece, Santa Rita ha tenuto una mano sul suo santuario che non ha riportato danni significativi. Insomma Francesca e Nicole si sentono fortunate, anche se hanno momenti di nostalgia e di sconforto. Oggi, dicono, gli abitanti delle loro cittadine sono “lunatici”: cambiano spesso umore per effetto dello stress e sono molto tristi. Sono senza casa, senza lavoro e non riescono a pensare al futuro. Ma sono lì, vivi e ricominceranno. Francesca è convinta che Norcia ritornerà più bella di prima.

Classe 3C

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