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Senza olio di palma!

ECCOCI di nuovo! Come ormai puntualmente si verifica a intervalli vari di tempo, un altro prodotto alimentare entra nell’ennesima allarmante bufera mediatica. Si tratta dell’olio di palma, ormai diventato un pericoloso nemico per la nostra salute. Per quelli che non sanno cosa in realtà sia, e sono sicuramente in tanti, l’olio di palma è un grasso vegetale ottenuto dai semi di una pianta di palma dal nome latino complicato, che cresce nelle zone equatoriali, soprattutto Indonesia e Malesia, e che a quanto pare viene ‘infilato’ come ingrediente in tantissimi prodotti, dai cereali per la colazione, ai prodotti da forno, dai crackers ai panini, dai biscotti alle merendine. Secondo i detrattori quest’olio farebbe male perché contiene una percentuale elevata di acidi grassi saturi, che fanno aumentare i trigliceridi nel sangue e il colesterolo Ldl, quello cattivo, che si deposita sulle pareti dei vasi sanguigni creando problemi al cuore e alle arterie. Persino il pancreas può essere danneggiato, favorendo la comparsa del diabete. A RINCARARE la dose, gli ambientalisti denunciano che in Indonesia vengano bruciate foreste intere per far posto a piantagioni di palme considerate più redditizie. Tra i favorevoli all’uso c’è invece la Ferrero che definisce l’olio di palma un grasso ‘di eccellente qualità’ e continua a farne largo uso nei suoi prodotti. QUAL È quindi la verità? Ebbene. il valore nutrizionale reale e gli effettivi impatti negativi sulla salute sono, come spesso succede, fonte di studi controversi, tuttavia gran parte degli esperti sostiene che l’olio di palma sostituisce il burro nelle varie preparazioni e che fa male esattamente come il burro ed è pertanto esagerato demonizzarlo. I grassi infatti non vanno del tutto eliminati dalla dieta; in una corretta alimentazione devono comunque essere presenti, anche se in una piccola percentuale. Il buon senso suggerisce che basterebbe leggere l’etichetta dei prodotti e ridurre il consumo di quelli che contengono elevate quantità di acidi grassi saturi (preferendo quelli con acidi grassi insaturi come l’olio d’oliva). E’ INCORAGGIANTE sapere che in tutta Europa è già in corso da qualche anno un processo di sostituzione dell’olio di palma in oltre 200 prodotti alimentari, con altri tipi di olii, in una generale politica verso una corretta alimentazione, che promuove la riduzione di tutte quelle sostanze, come i grassi, il sale,gli zuccheri che, se assunti in dosi elevate possono causare problemi alla salute. Piuttosto che fare grandi crociate, pro o contro, impariamo a scegliere bene quello che mangiamo e ad essere più misurati nella qualità e nella quantità dei nostri cibi.

Tutor: Marco Carbone, Laura Anastasia

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