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“Gioco d’azzardo? No, grazie”

IN ITALIA vengono aperte sempre più sale scommesse, che compaiono anche nei posti più strani. È di quest’anno l’annuncio dell’apertura di una sala scommesse a Porta Pesa, a pochi passi dalla scuola primaria Ciabatti-Montessori, che ha molto allarmato il comitato dei genitori dell’istituto e solelvato un vero e proprio caso. I GENITORI sostengono che questa vicinanza potrebbe spingere i bambini al gioco d’azzardo e temono anche che la sala possa essere frequentata da persone poco raccomandabili. Secondo la legge sono le sale slot a non poter essere aperte a meno di 500 metri da scuole e luoghi sensibili, ma tale divieto non esiste per le sale scommesse. IL GIOCO D’AZZARDO ha creato una nuova forma di dipendenza patologica: la ludopatia. Chi è affetto da questa dipendenza passa ore in una sala senza orologi né finestre (così non ci si accorge del tempo che passa) e perde un sacco di soldi. Le conseguenze sono: depressione, conflitti famigliari, insuccessi personali e lavorativi, indebitamento, problemi legali e stress psicofisico. Il gioco d’azzardo online è il luogo preferito per il 39% degli adolescenti, che amano soprattutto le scommesse sportive. Uno su quattro invece gioca alle slot machines; a uno su dieci capita di perdere tutti i soldi che ha a disposizione. Per i bambini poi ci sono sale slot che danno in premio alcuni biglietti che garantiscono, alla fine, la vincita di un oggetto, incoraggiando così la dipendenza fin da piccoli. LA DIPENDENZA è definita dal vocabolario Zingarelli «minore come l’invincibile bisogno psicofisico di assumere una sostanza, specificamente droga». Oggi questa definizione vale anche per l’uso eccessivo di internet, videogiochi o giochi d’azzardo. È questo il futuro da proporre a dei ragazzi? Ci si chiede quindi chi ci guadagna con le slot e le sale scommesse. A trarne profitto sono gli sviluppatori , i gestori ed i noleggiatori degli apparecchi, non troppo lo Stato e proprio mai i giocatori.

Classe 2A

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