Campionato di Giornalismo la Nazione

Disabilità uguale adattabilità

«DISABILITÀ non significa inabilità. Significa semplicemente adattabilità». Chris Bradford, autore della serie di successo «Il Giovane Samurai», ben descrive la situazione dei disabili che sono quotidianamente alle prese con un ambiente non sempre adattato alle loro esigenze. La legge italiana prevede adeguamenti e modifiche dei mezzi destinati al trasporto disabili, tuttavia gli ostacoli che queste persone si trovano a dover affrontare sono ancora molti. Rayhan frequenta la seconda media. Da tre anni, a causa di una malattia degenerativa, si sposta su sedia a rotelle. Assieme alla sua - la nostra - classe quest’ anno è stato a teatro; ha visitato le cascine di Tavola, le officine grafiche Giunti, la biblioteca comunale Lazzerini e, recentemente, la sede della Provincia di Prato. Gli facciamo compagnia nel corso di questa ultima ‘avventura’. In classe siamo in 24, e per spostarci da Mezzana al centro di Prato usiamo il trasporto pubblico. E qui sorge il primo problema. Per salire al bordo dell’autobus Rayhan deve utilizzare una pedana. Purtroppo non tutti i mezzi dispongono di tale attrezzatura (non ancora!). Nel timore che il nostro amico possa rimanere a terra decidiamo di viaggiare “separati”, e lui viene accompagnato dalla vettura della Misericordia. Arrivati in centro, Rayhan è già lì ad aspettarci e, insieme, entriamo in palazzo Banci Buonamici. Ed ecco ad attenderci la seconda (brutta) sorpresa: le scale. Per raggiungere il salone dove si svolge l’incontro, si deve salire una sola rampa: per Rayhan si tratta comunque di un ostacolo gigantesco. Ma ecco la salvezza: c’ è un montascale a pedana. Il nostro sollievo è però di breve durata: il dispositivo non viene utilizzato da tempo e sembra non funzionare: è il panico. Per fortuna, dopo diversi tentativi si mette in moto e il nostro compagno ci raggiunge nel salone, con un certo ritardo e non poche preoccupazioni. SULLA VIA del ritorno ci scontriamo con altre piccole – grandi – difficoltà: dallo spazio angusto di un bar, che non consente l’ ingresso della carrozzina, al marciapiede il cui accesso è ostruito dalle macchine in sosta. Questo viaggio, se pur breve, ci ha mostrato quante difficoltà un disabile incontra nel muoversi nella nostra città; questo nonostante i notevoli passi avanti che, negli ultimi anni, sono stati compiuti al fine di rendere tutti gli spazi accessibili all’ intera cittadinanza. Speriamo che una fetta sempre maggiore delle risorse pubbliche sia destinata ad adattare non solo la nostra, ma tutte le città ai bisogni e alle caratteristiche del nostro compagno di classe e di quanti, come lui, sono semplicemente ‘diversamente adattabili’.

Classe 2A

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