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Cyberbullismo? Parliamone

«I BAMBINI non nascono bulli, ma viene insegnato loro ad esserlo ». Nel mondo contemporaneo il fenomeno del bullismo si è ‘evoluto’, insieme alle nuove tecnologie, in quello che oggi viene comunemente definito ‘cyberbullismo’. Ma di cosa si tratta in realtà? Questo fenomeno consiste nell’uso di tecnologie per intimorire, mettere in imbarazzo, escludere o far sentire a disagio una persona; le cause che lo provocano sono, nella maggior parte dei casi, sociali e/o familiari. Questa faccia del bullismo rappresenta una problematica molto grave, perché, se non affrontata in tempo, può avere importanti conseguenze sulle vittime. Ultimamente il bullismo in rete è il più diffuso, le molestie tramite internet stanno prendendo il posto di quelle tradizionali, sono molto frequenti le minacce e gli insulti via SMS o foto e video offensivi. Non sempre i bulli virtuali lo sono nella realtà: anche per questo, la maggior parte delle volte, questi ragazzi creano dei profili falsi o si spacciano per altre persone; ciò non toglie però che anche i bulli tradizionali possano trasformarsi in cyberbulli. I social più soggetti al cyberbullismo sono Facebook, Twitter e Ask: un episodio di bullismo diffuso sui social network può portare molti danni alla vittima, perché i post possono essere visti sempre e da chiunque e sono difficili da eliminare. È stato indetto un convegno nazionale sul cyberbullismo, per studiare le sue proprietà e la sua diffusione in Europa nelle scuole medie e superiori, da cui si sono ricavati questi dati: negli ultimi anni quasi il 23,5% degli studenti è un cyberbullo, il 26% invece ne è vittima. Nel 2007 solo 1 persona su 14 subiva bullismo in rete, nel 2009 1 studente su 5, nel 2010 1 alunno su 4 e nel 2011 1 alunno su 3. Per approfondire la tematica si è rivelato utile l’intervento dello psicologo Arturo Calignano, al quale ci siamo rivolti per avere risposte più precise. Sintetizzando l’intera intervista, si ricavano alcune preziose informazioni: la più importante di tutte è che non esiste un’unica strada per risolvere questa problematica. Infatti ogni individuo, vittima di cyberbullismo, reagisce in modo diverso e subisce una violenza differente da quella esercitata su altri; lo stesso discorso vale per i bulli, che spesso hanno alle spalle situazioni difficili e diverse l’una dall’altra. Un buon modo per affrontare questo fenomeno è comunque quello di evitare di rispondere a messaggi offensivi, in modo tale da non dare importanza al cyberbullo. La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che faccia impazzire la gente più del vederti felice.

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