Campionato di Giornalismo la Nazione

Ebrei a Pistoia: la storia

DAL 1933, in seguito alle persecuzioni imposte dalla Germania nell’Europa occidentale, cominciarono a giungere in Italia numerosi gruppi di ebrei; al momento dell’entrata in guerra dell’Italia la maggior parte di loro furono internati, raggruppati, schedati, divenendo, dopo l’8 settembre 1943, vittime della deportazione. Tutti questi controlli furono resi possibili dalla documentazione raccolta nel 1938 per il «censimento della razza », la quale consentiva alle Questure di avere nomi, composizione dei nuclei familiari e, sopra ogni cosa, indirizzi. Ogni città e paese in cui esistevano ebrei fu setacciato alla ricerca di uomini, donne, bambini; spie aiutarono fascisti e tedeschi e lo fecero per denaro, alcuni per convinzion. Anche nella nostra provincia era presente una comunità ebraica: nel periodo più difficile furono arrestate e deportate ottantotto persone da varie località, fra cui Agliana, Borgo a Buggiano, Montecatini Terme, Lamporecchio, Monsummano Terme, Pistoia, Cutigliano, Serravalle Pistoiese. Fra questi compariva un copioso numero di sfollati, trentasette ebrei livornesi e alcuni ebrei di origine slava. Dall’analisi delle date di cattura risulta che i periodi di maggiore «caccia » agli ebrei furono il novembre del 1943 e il gennaio del 1944: in quest’ambito la «grande razzia» di Montecatini Terme del 5 novembre 1943 con ventuno arresti, assume, per la nostra provincia, una valenza nefasta. Quest’operazione fu una delle poche condotte dagli occupanti nazisti, mentre le altre furono solitamente prerogativa delle forze di polizia italiane. Fu il capitano Dannecker, lo stesso del rastrellamento del ghetto romano, a condurre le operazioni al comando di un drappello di repubblichini. Nella città termale erano sfollate diverse famiglie, come i D’Angeli, un nucleo di tre adulti e due bambini piccoli i quali avevano deciso di tardare la partenza per festeggiare il primo anno di vita del figlioletto Massimo, il 6 novembre. Nel centro avevano trovato riparo anche altre famiglie, come i Vitale, i Valobra: tutti nuclei con bambini piccoli e molti anziani. Il 5 novembre ci fu la retata; alcuni riuscirono a mettersi in salvo, ma ventuno di loro, tra cui i D’Angeli, non sfuggirono alla cattura. Caricati sui camion, furono portati alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze e, di qui, deportati al campo di sterminio di Auschwitz: nessuno sopravvisse. Qualche mese più tardi, il 25 gennaio, fu la volta di Borgo a Buggiano, altro caso emblematico: in questa occasione i repubblichini, che già avevano operato nel mese di novembre, arrestarono altri diciotto ebrei condannandoli ad un processo di selezione e di sterminio. I catturati furono trasferiti nel campo di Fossoli, vicino a Carpi: il 22 febbraio sarebbero stati tutti caricati sui vagoni bestiame e portati nel campo di concentramento polacco dove trovarono la morte quattro giorni più tardi. Di tutte le persone arrestate nel pistoiese, solo cinque ebbero la fortuna di sopravvivere alla feroce macchina di morte nazista.

Classe 3B

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI