Campionato di Giornalismo la Nazione

Per merenda? Un kebab

SONO lontani i tempi in cui le madri, una volta usciti i figli da scuola, compravano loro un gelato fresco oppure preparavano delle fette di pane con marmellata o zucchero e vino. Le nuove tendenze pretendono qualcosa di più sfizioso a merenda. Uno dei punti fermi, sia tra gli adulti che tra i ragazzi, rimane il trancio di pizza a taglio. QUESTO spuntino può essere gustato dentro il locale oppure per strada mentre si cammina; può essere semplice, come nel caso di una pizza margherita, oppure elaborato con tanti ingredienti aggiunti. In fondo che cosa c’è di più buono e di più mediterraneo della pizza? Dell’ottimo pomodoro con sopra mozzarella filante, il tutto sopra un letto friabile di pasta. Dal giorno della sua invenzione la pizza è sempre stato il vanto dell’Italia e gli italiani non sono mai stati avari nel divorarla. Ma qualcosa sembra cambiare in questi ultimi anni. Parallelamente alle fumanti pizze al taglio, per strada, incontriamo panini giganti farciti con un sacco di ingredienti e che hanno, come base, pezzi di carne arrosto. Sembrano usciti dai film americani dove vediamo sandwich extralarge preparati nei fast food. E invece... Niente di più falso! Ciò di cui parliamo è una specialità mediorientale, più precisamente turca che, a quanto sembra, sta spopolando in Europa e nel nostro paese da ormai una ventina d’anni: il kebab, termine arabo che significa per l’appunto «carne arrostita». La carne è mista. Pare infatti che a seconda della nazionalità dei kebabbari (così vengono volgarmente chiamati gli esercenti che preparano e vendono questo piatto) cambi la tipologia: un misto di carni bianche a base di pollo e tacchino in alcuni casi, manzo e agnello in altri, fino ad arrivare ad altri accostamenti. Ma in cosa consiste? Un panino riempito da vari tipi di carne arrostita che viene tagliata in pezzi e successivamente condita con verdure, salsa piccante e yogurt greco bianco. Il procedimento è elementare, quasi banale, e ricorda da vicino come è nato il termine ‘sandwich’, cioè dall’abitudine dell’omonimo conte di mettere la carne tra due fette di pane. IL KEBAB, amato da alcuni quanto odiato da altri, è divenuto ormai un vero e proprio fenomeno e Prato non è certo indenne a questa influenza. Si conta che solo negli ultimi 15 anni siano stati aperti in città una quindicina di punti pranzo kebab, solo prendendo in considerazione i più frequentati. I ragazzi lo adorano e spesso questa ostentazione sfocia nel ‘fenomeno di costume’ per opporsi ai rigidi padri che invece preferirebbero la classica vecchia pizza.

Classe 1A

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