Campionato di Giornalismo la Nazione

Lupo: nemico o amico da aiutare?

IL LUPO - ANTENATO del nostro amico cane - ha avuto un cammino parallelo a quello della stessa razza umana. Le sue doti di cacciatore sono state apprezzate da molti popoli guerrieri (romani, vichinghi); invece per i popoli agricoltori/ allevatori è sempre stato una minaccia. Nell’Alto Medioevo si assiste alla nascita del mito del «lupo cattivo » e si affaccia alla ribalta dell’immaginario il lupo antropofago «divoratore di uomini». Nella cultura cristiana infatti, il lupo viene identificato come il «peggiore di tutti i mali» e diviene il protagonista di molte fiabe e racconti (per es. nel Roman de Renart, Francia, XII-XIII sec.). Nel passato il contatto uomo-lupo era quotidiano, ed infatti abbiamo attribuito a questo animale molti comportamenti umani, non certo positivi (prepotenza, ingordigia, avarizia ecc.)! In natura è chiaro non vi sono «né buoni né cattivi», ma tutti gli animali, in base ai loro istinti ed abitudini alimentari, svolgono un ruolo fondamentale nell’equilibrio degli ambienti in cui si sono inseriti. VENENDO AI nostri giorni, apprendiamo che i lupi in Toscana si stanno moltiplicando. ADESSO CI SONO 108 gruppi riproduttivi, con circa 600 animali (nella Toscana del Granducato, invece i ‘lupari’, cacciatori di lupi, erano protetti dal governo e speciali punizioni erano previste per chi ne intralciasse il lavoro!). I più grandi problemi sono i frequenti attacchi di questi animali ad aziende zootecniche e la possibile minaccia all’ uomo. Per tali motivi, è facile prevedere che la nostra regione rientri nel disegno di legge elaborato dal ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti («Piano di conservazione del lupo») che prevedrebbe – per le zone dove si rendessero necessarie «misure estreme» - un ritorno alla caccia legale e controllata dell’animale, al fine di contenerne il numero e i danni arrecati agli allevamenti. In realtà, i dati forniti dalle autorità preposte al controllo delle aree forestali del nostro territorio (CTA del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna) ci dicono che i risarcimenti annui per danni attribuibili al lupo si aggirano sui 1000-2000 euro: ben inferiori a quelli arrecati alle culture dai numerosi ungulati (cinghiali, caprioli ecc.), che ammontano addirittura a ben 60.000 euro!

Classe 1D

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