Campionato di Giornalismo la Nazione

La dipendenza corre in rete

I NATIVI digitali vengono catturati dalla Rete? Questa è la domanda che molti si pongono. Noi nativi digitali abbiamo bisogno della Rete: social network, WhatsApp, Google, ma quasi sempre non abbiamo la minima idea di come utilizzare correttamente questi strumenti, senza lasciarci catturare da essi. Il cattivo utilizzo infatti può portare alla dipendenza, causando problemi comportamentali, fisici e psicologici. L’utilizzo di internet ed App da parte dei più giovani è, già da tempo, oggetto della preoccupazione di genitori ed educatori, se si considera la diffusione del fenomeno social network e l’uso dilagante dei sistemi di chat ed e-mail. Spesso i giovanissimi dedicano troppo tempo a giocare e a comunicare sui sociali, trascurando studio, movimento, amici, ossessionati dall’uso di dispositivi anche nei momenti meno opportuni. BASTI pensare ai numerosi incidenti stradali causati da persone distratte dall’uso del cellulare durante la guida che spesso risultano mortali. Un esempio eclatante è la diffusione del gioco rilasciato dalla Nintendo Niantic: Pokemon GO. Esso ha avuto un successo incredibile, perché prevede l’utilizzo della realtà aumentata e del sensore GPS per acchiappare un pokemon virtuale. Quindi, chi lo utilizza è come immerso in una realtà virtuale che estranea l’utente dall’ ambiente che lo circonda, sottoponendolo a dei grossi rischi. Un fattore fondamentale dell’ «Universo Internet» è la dipendenza da esso. Siamo talmente abituati ad averlo sempre a portata di mano, che andiamo nel panico ogni qualvolta viene a mancare la connessione WI-FI. Non riusciamo a fare a meno di Istagram, WhatsApp, Facebook, che sono un classico esempio di come spesso questi strumenti vengano usati del tutto impropriamente. SI È TALMENTE ossessionati dal proprio dispositivo, che si arriva a considerarlo un nascondiglio mentale che porta a disagi psicologici, arrivando addirittura a considerarlo un elemento di vitale importanza. Certo sarebbe utile ritornare un po’ indietro con i tempi, quando le informazioni si cercavano sui libri, quando gli amici si conoscevano ai giardini e quando le discussioni e le liti, come gli scambi di opinioni e di idee, non avevano niente di virtuale, come spesso ci ricordano i nostri genitori. Sì, sarebbe bello anche per noi, ma i nativi digitali vivono in un mondo diverso da quello in cui vivevano anche solo le persone che oggi hanno trent’anni. La cosa migliore che si possa fare allora è insegnare alle nuove generazioni, a partire dalla scuola, come e quando le nuove tecnologie e gli strumenti di comunicazione debbano essere utilizzati positivamente e costruttivamente.

Classi 2A - 2C

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