Campionato di Giornalismo la Nazione

“Io non crollo”

PIANGIAMO, ridiamo e forse se ci viene permesso CROLLIAMO. Ecco, noi ragazzi siamo fragili, come i palazzi e i muri che crollano, quando ci viene meno la terra sotto i piedi. Tante vite sprecate a causa dell’avidità, dello sporco desiderio di sentirsi padroni del mondo e di essere affamati di denaro. Questo è ciò che ci inganna: risparmiare sul cemento, sui materiali, invece che proteggere la vita. Se un potente terremoto cogliesse alla sprovvista l’intera Toscana, questi edifici costruiti male, rimarrebbero in piedi? Saremmo in grado di sopravvivere all’indifferenza della Natura che non guarda in faccia a nessuno? Il terremoto afferra le nostre gambe tentando di abbatterci e ci stringe trascinandoci nella nostra oscura sorte, come se un’orgia di demoni ballasse sotto di noi, in un gioco che non può essere vinto. Pian piano ci rendiamo conto che di fronte a tragedie del genere siamo tutti completamente vulnerabili e per quante regole sulla sicurezza si possano conoscere, il panico e la paura non vincerebbero su tutto? Nelle scuole, le indispensabili prove di evacuazione non possono eguagliare la vera tragedia, non riescono a dare la reale dimensione di una scossa improvvisa soprattutto perché vengono sottovalutate da noi ragazzi. Il punto di raccolta è facilmente raggiungibile finché ci troviamo al primo piano, ma nel caso del nostro plesso, salendo al piano superiore dei laboratori non ci si sente del tutto sicuri. Infatti, è stata realizzata una porta anti-panico per una scala anti-incendio, non ancora eretta. Il corridoio che ci collega alla palestra ci sembra stretto come via di fuga. Pensate invece alle urla e ai fremiti dei ragazzi che impauriti potrebbero non riuscire a scappare in quella totale confusione. Forse quei ragazzi, presi dal terrore, non riuscirebbero ad aprire la maniglia delle porte delle aule. La nostra percezione della sicurezza potrebbe essere falsata da una cattiva conoscenza e pratica delle norme. Quindi sorge una domanda: la nostra scuola è veramente sicura, dato che in Italia, secondo fonti ministeriali, ben 31.000 istituti su 42.000 non sono ancora a norma? Questi sono solo inutili numeri di fronte al dolore causato dalle perdite di persone, con l’unica colpa di trovarsi sotto ad un tetto instabile. E ci viene ancora più rabbia pensando che le cattive costruzioni in Abruzzo come in tutta Italia, sono opera di adulti disonesti, spetterà dunque a noi ragazzi verificare che il mondo non diventi un edificio di morte.

Classi 3A - 3B

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