Campionato di Giornalismo la Nazione

Il momento di dire basta

FEMMINICIDIO è un termine relativamente nuovo. L’abbiamo cercato su un vocabolario polveroso, tenuto insieme con il nastro adesivo. Semplicemente non c’è. Prima la violenza dell’uomo sulla donna esisteva ma era senza nome. È dal 2001 che la parola è comparsa e ormai è entrata nell’uso quotidiano. Dietro di essa c’è una storia lunga quasi venti anni, in cui le protagoniste sono le donne, vittime della violenza degli uomini. L’Unione Europea ha riconosciuto che il femminicidio riguarda tutti gli Stati del mondo. Questi casi sono molto frequenti e inaccettabili: come Deborah, uccisa con quindici coltellate dal compagno, Paola, soffocata dal figlio, Teresa accoltellata da uno sconosciuto e infine il caso di Martina, sua sorella minore e sua madre, uccise con un colpo di pistola dal padre. E potremmo aggiungere molti nomi alla lista, che purtroppo si allunga ogni giorno. Nel periodo 2005-2015 gli omicidi avvenuti in una coppia hanno avuto un movente passionale o sono stati originati da litigi. Gli autori di queste violenze sono in maggioranza i partner per il 55%, gli ex per il 20%, ma anche parenti e sconosciuti. Nell’anno 2016 circa 116 donne sono state uccise nel territorio nazionale, di cui 11 in Toscana, la maggior parte in ambito familiare. Le armi più utilizzate per uccidere sono state quelle da taglio e da fuoco oppure il killer ha strangolato la vittima. In 3 casi su 10 l’assassino si è tolto la vita o ci ha provato senza riuscirci. Ma gli episodi che riempiono la cronaca nera rappresentano solo parte di una realtà più nascosta e generale ancora troppo diffusa nel nostro paese. Pochissime violenze vengono denunciate alle forze dell’ordine. La violenza sulle donne avviene perché la donna viene considerata inferiore all’uomo e quindi un oggetto che non può avere un ruolo autonomo e attivo nella vita. Le donne più colpite da violenza sono quelle tra i 16 e i 24 anni, e sono per la maggior parte di nazionalità italiana, ma anche straniera. Subiscono stalking e violenze di natura fisica, psicologica, sessuale. NON È UNA COSA nuova, di questi giorni: il dominio degli uni sugli altri si è sempre espresso nel controllo delle donne. Queste ultime spesso si sacrificano, restano in silenzio magari per una mancanza di autostima o per rassegnazione. Una celebre frase dice: “Abbiamo cercato per trent’anni di cambiare gli uomini adesso cambiamo le donne”. Senza dubbio cambiare è indispensabile e dobbiamo farlo tutti insieme, uomini e donne, attraverso la sensibilizzazione, l’educazione al rispetto, la denuncia di tutte le violenze.

Classe 3E

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