Campionato di Giornalismo la Nazione

Business o aiuti veri?

UN ANTICO proverbio dice: «Se un uomo ha fame non dargli un pesce ma insegnagli a pescare». La beneficenza, il donare agli altri in momenti di bisogno, l’essere vicini dal punto di vista materiale a chi non ha niente o ha perso tutto, ci spinge ad essere generosi per sentirci solidali con chi in quel momento sta soffrendo e ha necessità di un aiuto concreto. L’uomo, per sua natura, è portato a condividere con i suoi simili i momenti tristi e più duri che capitano nella vita. Con gesti di altruismo incondizionato siamo pronti a donare alle nostre comunità e di conseguenza facciamo beneficenza, doniamo senza un secondo fine. DA più parti siamo “bombardati” da richieste di donazioni: per i bambini dei paesi poveri, per i terremotati, gli alluvionati, le comunità di recupero, la ricerca e l’assistenza medica, i senzatetto, le case famiglia… e chi più ne ha più ne metta. Anche i mezzi con cui si dona si sono “evoluti”: oggi basta un SMS. Ci troviamo in difficoltà nel decidere a chi devolvere il nostro denaro perché spesso di questo si tratta: soldi che si accumulano per gestire i bisogni e le emergenze. Siamo sempre più diffidenti perché purtroppo alcune volte la truffa è dietro l’angolo; persone senza scrupoli si spacciano per benefattori e utilizzano il denaro raccolto per scopi poco chiari. E’ necessario conoscere le persone e le associazioni che si occupano di beneficenza e verificare con attenzione come vengono impiegati i fondi raccolti. SI PARLA molto di solidarietà e beneficenza ma è una cosa in cui crediamo veramente o lo facciamo solo per far tacere le nostre coscienze, perché il farlo ci gratifica? E’ facile donare dal divano di casa guardando uno spot televisivo che ci commuove: la compassione per i meno fortunati non ci esime però dal chiederci cosa possiamo fare concretamente per costruire un mondo migliore. Allora un modo per donare potrebbe essere anche quello di donare il nostro tempo: attraverso il volontariato, provare a insegnare “a pescare” a coloro che hanno bisogno. Le forme di volontariato sono tantissime: verso i poveri, verso famiglie in difficoltà, verso strutture per portatori di handicap, verso gli emarginati, i bambini o, a volte, verso il nostro vicino di casa! Basta guardarsi intorno per scoprire che c’è qualcuno che ha bisogno di noi, anche solo di una parola di conforto. E allora non esitiamo a dare agli altri ciò di cui necessitano, che sia una cosa materiale o semplicemente un abbraccio. Partendo da queste considerazioni, crediamo che le adozioni a distanza possano essere una forma concreta ed efficace di condivisione.

Classe 2F - tutor Lisa Meneghello coadiuvata dalla professoressa Cecilia Polidori

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