Campionato di Giornalismo la Nazione

Uomo e natura, conflitto eterno

“QUI SU l’arida schiena del formidabil monte fur giardini e palagi ,agli ozi de’ potenti gradito ospizio; e fur città famose, che coi torrenti suoi l’altero monte dall’ignea bocca fulminando oppresse con gli abitanti insieme”(G. Leopardi).

ITALIA CENTRALE, Appennino umbro marchigiano, abruzzese, 24 agosto 2016: scosse di terremoto di magnitudo dal 5.4 al 6.0 ad Accumuli e Norcia; 26 ottobre 2016, a Castelsantangelo sul Nera e Ussita, dal 5.4 al 5.9; Norcia, 30 ottobre, del 6.5;18 gennaio Montereale, Capitignano, Pizzoli: quattro brevi scosse tutte pari o superiori al quinto grado; valanga distrugge l’albergo di Rigopiano; numero totale, solo di vittime umane, 370. CIFRE che ci proiettano tristemente nella cronaca italiana degli ultimi mesi ribadendo ancora una volta la fragilità dell’operato umano nel nostro Paese. Invocare la malasorte o la cecità di Dio non è che un modo primitivo di reagire alla “tempesta perfetta” come molti l’hanno definita: forti scosse che si ripetono, nevicata di eccezionale portata, anche in zone in cui di solito nevica; la valanga rovinosa su Rigopiano. E NON BASTA. Negli stessi giorni di gennaio a Sud, bombe d’acqua disastrose a rimarcare la fragilità del nostro sistema idrogeologico. Il coinvolgimento umano in tutto questo non è un fattore occasionale, ma la risultante sommatoria di millenni di comportamenti contro natura, che nell’ultimo secolo hanno raggiunto una velocità di diffusione senza precedenti. I molteplici effetti stanno cambiando l’aspetto della Terra con conseguenze disastrose. A questo si unisce il prevalere degli interessi personali, spesso in contrasto col bene comune, nonché la ricerca del profitto come scopo primario di ogni agito. UN COMPORTAMENTO schizofrenico fra la percezione di un potere assoluto sull’ambiente e il contemporaneo vittimismo verso una natura ostile. I cambiamenti climatici, responsabili di fenomeni sempre più estremi, inondazioni, siccità, valanghe, non escludono dunque il colpevole coinvolgimento umano, così come il non tener conto delle edificazioni su terreni geologicamente instabili. CERTO i terremoti non sono prevedibili, ma in un territorio sismico si può operare a livello preventivo attraverso aiuti oggi possibili: l’adozione di costruzioni antisismiche, l’investimento in educazione, uomini e risorse per la Protezione Civile, senza considerare uno spreco quanto speso per la sicurezza di tutti. E noi ragazzi avvertiamo proprio questo malcostume degli adulti che hanno il dovere etico della salvaguardia del passato, del presente e del futuro dell’habitat dei propri padri, di loro stessi e dei propri figli.

Classi 2B - 3B - 3D

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