Campionato di Giornalismo la Nazione

Un vian…Dante a Badia

LA MATTINA del 24 gennaio noi ragazzi della scuola media di Badia Prataglia ci siamo recati al Centro Visita del paese per partecipare a una lezione un po’ fuori dal comune. Tema? Dante e il Casentino. Ad accoglierci nella sala conferenze Francesca Tosi, della cooperativa Oros, che gestisce il Centro: una gara per accaparrarci i posti migliori in prima fila (e vicino alla stufa, per il freddo dell’ultima nevicata). C’erano anche i colleghi giornalisti di Casentino2000 a fare le riprese e i collaboratori del dottor Riccardo Starnotti: lui ci avrebbe fatto da prof. O meglio… lui nei panni, letteralmente, del sommo poeta, con tanto di «lucco », la lunga veste di moda nel Medioevo, e cappello rosso abbinato. Così è iniziato il nostro viaggio nel tempo e nello spazio: dalla battaglia di Campaldino del 1289, quando nella piana sotto il Castello di Poppi si sono scontrati guelfi fiorentini e ghibellini aretini, al V canto del Purgatorio, dove abbiamo ritrovato il condottiero Bonconte da Montefeltro a raccontare la sua storia in terza rima. Altro che film d’azione: la ferita alla gola, il pentimento giusto giusto in fin di vita, la lite tra un demone e l’angelo divino per la sua anima, la furia del temporale, le acque del torrente Archiano e dell’Arno che ne hanno disperso il corpo chissà dove. Di seguito un’ulteriore tempesta, ma di domande: block notes e biro pronte ad annotare ogni parola, come redattori del giornalino scolastico «Lo Sparginotizie» abbiamo intervistato Dante-Starnotti, curiosi di sapere cosa lo avesse spinto a occuparsi della Divina Commedia e come l’avessero presa i genitori alla notizia che volesse fare della passione letteraria un lavoro, lasciando perdere sia la carriera d’avvocato sia un futuro nel calcio: «Fai mica sul serio?» aveva replicato il babbo. Col suo stile divertente, Starnotti ha parlato del profondo legame tra Dante e il Casentino, che il poeta ha girato in lungo e in largo negli anni dell’esilio da Firenze, riempiendo la Commedia di riferimenti ai nostri luoghi e scrivendo proprio qua molti canti: la selva oscura richiama le foreste casentinesi, mentre il colle di Romena ha ispirato la struttura a cornici del Purgatorio! Ecco perché le associazioni «Amici di Dante in Casentino » e «Amici dell’Asino» hanno ideato un cammino a tappe, con soste nei vari comuni della vallata, per valorizzare il territorio e le bellezze, frutto dell’arte dell’uomo e della natura, che lo rendono unico. La chiacchierata non s’interrompeva più: alzavamo le mani uno dopo l’altro, ansiosi d’intervenire. E quasi avremmo intrapreso il cammino pure noi, non fosse stata l’ora dell’intervallo…

Classi 1C - 2C - 3C

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