Campionato di Giornalismo la Nazione

Siamo tutti speciali

«SOFFOCHIAMO i nati mostruosi, anche se fossero nostri figli. Se sono venuti al mondo deformi o minorati dovremmo annegarli. Ma non per cattiveria; soltanto perché è ragionevole separare esseri umani sani da quelli inutili... » - Così diceva il filosofo latino Seneca. Anche se oggi molte cose sono cambiate, la disabilità non è ancora vista come un valore in cui potersi riconoscere; al contrario come un difetto da mascherare, da comprendere, forse da accettare ma che sempre difetto resta. Letteralmente però l’aggettivo disabile significa “non abile”. Definire una persona disabile per una malformazione fisica oppure un difetto genetico non è corretto, in quanto le persone “normodotate” non sanno fare tutto! E allora? Tutti noi dovremmo essere disabili? Sì, in realtà tutti noi siamo disabili in qualcosa, in quel qualcosa che non sappiamo fare! Quindi è corretto parlare di persone “diversamente abili”, che hanno abilità diverse dagli altri. Purtroppo i disabili vivono in un mondo costruito sulle esigenze dei normodotati, non sulle loro. Questo rende la loro vita più complicata della nostra; i disabili devono avere gli stessi diritti di tutti e la società e le istituzioni hanno il dovere di integrarli pienamente e di garantire loro un percorso di istruzione e formazione adeguato. Attraverso gli enti locali, lo Stato deve agevolare la famiglia del disabile con sussidi appropriati e con l’affiancamento di assistenti esperti, per alcune ore al giorno. Accanto alla famiglia è la scuola, l’istituzione alla quale spetta il compito di formare, sotto tutti i punti di vista, questi ragazzi, in modo tale da fare emergere le potenzialità di ogni alunno. NEGLI ultimi tempi a causa dei tagli alla spesa pubblica, le ore di sostegno sono state notevolmente ridotte, il numero di alunni per classe è stato aumentato ma drasticamente diminuito quello degli insegnanti. Il percorso scolastico è diventato difficile, faticoso e irto di ostacoli burocratici; si dimentica che il futuro del paese risiede nelle potenzialità delle proprie giovani menti, tutte quante. Noi dobbiamo promuovere iniziative che hanno il fine di valorizzare i “diversamente abili”; ciascuno di noi è diverso dagli altri e ciascuno di noi ha i suoi pregi e i suoi difetti. L’accoglienza degli alunni disabili nel contesto scolastico, alla pari con gli altri, senza DISCRIMINAZIONE ALCUNA è una speranza autentica per un sereno domani. Sperando che diversità diventi sinonimo di unicità: il più presto possibile.

Classe 2B

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI