Campionato di Giornalismo la Nazione

L’amore che uccide

SEMPRE PIÙ SPESSO sentiamo parlare intorno a noi di violenza contro le donne. Oltre a rappresentare una violazione dei diritti umani, questo fenomeno ci colpisce perché avviene all’interno di una relazione affettiva. Si presenta frequentemente nelle coppie in cui l’uomo si considera superiore ed assume comportamenti scorretti nei confronti della donna, ritenendo che nella relazione lei debba essere sottomessa. La violenza contro le donne può essere di varie tipologie. Ci può essere violenza fisica, che si manifesta quando la donna subisce maltrattamenti fisici dall’uomo, che la picchia senza pietà con calci e pugni causando lesioni più o meno gravi. Esiste la violenza psicologica, quando la donna subisce minacce, offese, costrizioni e inoltre le viene proibita la libertà di azione e di pensiero. A ciò spesso si aggiunge la violenza economica, nella quale la donna viene privata di tutti i beni dal compagno, tra cui anche l’accesso al conto corrente di famiglia. Inoltre si arriva anche alla violenza sessuale: la donna viene considerata un oggetto, viene costretta a rapporti senza il suo consenso o ad averne con più persone. Oltre a questi casi si può trovare anche lo stalking in cui la vittima viene perseguitata in maniera ossessiva attraverso telefonate continue, messaggi ripetuti, pedinamenti. Ovviamente il culmine di tutto è rappresentato dal femminicidio. Una donna vittima di violenza subisce effetti post traumatici da stress uguali a quelli riportati dai sopravvissuti a catastrofi ambientali o guerre. Tutto ciò può provocare bulimia, anoressia, depressione, incubi e anche dipendenza da sostanze. Le ferite sono molto profonde, ci vogliono quindi molti anni per guarire. Tutto ciò colpisce anche i figli delle donne maltrattate, per i quali si parla di violenza assistita o vittimizzazione secondaria. Può succedere che un minore maschio vittima di violenza assistita diventi un partner violento da adulto, così come sembra che una minore femmina sia predisposta a divenire da adulta vittima di violenza. Questo fenomeno è trasversale, sia le vittime che i carnefici appartengono a qualsiasi ceto sociale e a ogni livello di istruzione, sono sia italiani che stranieri. E allora come ci si può salvare? Non c’è soluzione? Sì, la denuncia. Non è vero che un uomo che picchia ama. Non ci può essere amore dove c’è violenza. Se un uomo è violento la donna lo deve denunciare, senza vergogna e senza sentirsi in colpa. Esistono molte associazioni che offrono supporto e aiuto alle donne che vivono situazioni difficili, con operatori professionisti, consulenti legali e psicologi in grado di affiancarle in un percorso spesso lungo ma necessario.

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