Campionato di Giornalismo la Nazione

Come cambia la spesa degli italiani

BASTEREBBE tornare un poco indietro nel tempo per trovare quello che oggi tutti cercano nell’alimentazione: salute e benessere. Da un’inchiesta effettuata abbiamo scoperto che quando le nostre nonne erano bambine bastavano poche lire per mangiare bene: i cibi erano buoni e salutari, ricchi di vitamine e con pochi grassi. A quel tempo non tutte le famiglie avevano il frigorifero e il congelatore e quindi solitamente i prodotti venivano comprati giorno per giorno. Erano le donne tutte le mattine ad andare a fare la spesa: chi abitava in paese andava a piedi nelle botteghe, come macellerie, fruttivendoli e fornai, mentre chi abitava in campagna coltivava e allevava quel che poteva e il resto lo comprava dai venditori ambulanti che passavano con i loro carretti o al mercato. Non esistevano prodotti fuori stagione o non italiani come banane e kiwi. Gli alimenti non venivano congelati ed erano tutti freschi. La frutta e la verdura non venivano importate da altri paesi, ma erano raccolte dall’orto, di conseguenza erano sane e non come quelle di adesso piene di “troiai,” coloranti e conservanti che le rendono belle anche dopo una settimana, ma prive di sapore. Gli italiani mangiavano molto pane, molta pasta, poca carne e poco pesce. Mangiavano abbastanza frutta e verdura e bevevano parecchio vino. Utilizzavano il riso integrale, il pane fatto con varie farine e chicchi interi; oggi con la raffinazione gli alimenti hanno perso fibre, vitamine e altre sostanze nutrienti. I cibi essenziali erano: pasta, farina, riso, cereali, zucchero, olio e latte. Adesso compriamo di tutto; sempre di più consumiamo cibi precotti perché la loro preparazione richiede meno tempo. A differenza di quando le nostre nonne erano piccole noi compriamo il pane invece di farlo in casa, troviamo la pasta confezionata e non sfusa, la cioccolata non si vende più in panetti morbidi ma in confezioni industriali… Non andiamo più nelle botteghe, preferiamo fermarci nei supermercati dove acquistiamo prodotti stranieri, fuori stagione o industriali, solitamente usiamo buste di plastica che poi sprechiamo. Solo negli ultimi anni stiamo cercando di tornare «indietro» preferendo prodotti biologici o a km 0, stiamo attenti agli ingredienti contenuti nei cibi confezionati e prediligiamo i più sani, anche se spesso sono molto più cari. Abbiamo scoperto che l’olio di palma, contenuto in molti biscotti e dolci industriali, fa male alla salute e si cerca di evitarlo o sostituirlo con prodotti controllati e più naturali. Siamo tornati agli ingredienti semplici e siamo consapevoli che la salute passa attraverso quello che mangiamo. L’attenzione è anche verso la natura: si cerca di limitare l’uso della plastica e si acquistano buste di stoffa o riutilizzabili, detersivi ecologici, ma possiamo migliorarci perché anche se troviamo scritto “biologico” sull’etichetta talvolta i cibi sono importati da paesi dove non vengono controllati. Basterebbero pochi accorgimenti ed un passo alla volta torneremo a mangiare sano, migliorando il nostro stile di vita ed evitando malattie dovute al troppo grasso nell’organismo.

Classi 1A - 2A

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