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L’inquinamento, un nemico

L’INQUINAMENTO è definito come “nemico comune”, perché tutti noi, ogni giorno, ci troviamo a fronteggiare tale emergenza. L’inquinamento può essere causato sia dall’uomo, come nella maggior parte dei casi, ma può avere, anche, origine naturale. Esso può essere definito come “alterazione dell’ambiente”, dato che è capace di causare danni sia temporanei che permanenti all’ambiente. Le varie forme d’inquinamento si possono facilmente classificare. Possiamo iniziare da quello atmosferico, causato dai gas di scarico dei veicoli e dalle emissioni di impianti industriali ed inceneritori. Possiamo proseguire poi con l’inquinamento idrico e del suolo, generati da scarichi di liquami, rifiuti di ogni specie, fertilizzanti. Possiamo osservare come solo un dato possa farci rendere conto della gravita’ di questo fenomeno comune: lo scorso aprile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità diffuse la notizia che circa 7 milioni di persone erano morte nel 2012 in conseguenza dell’esposizione verso l’inquinamento atmosferico. Come cita il rapporto: “Questi dati raddoppiano le stime precedenti e confermano che l’inquinamento dell’aria è oggi il rischio sanitario ambientale più importante al mondo”.

UN ALTRO tipo di inquinamento che affligge il nostro pianeta è il cosiddetto “effetto serra”. Non sarebbe un fenomeno nocivo per la terra, dato che è l’espressione per indicare la conservazione dell’energia termica, portata dai raggi solari sul nostro pianeta, per azione di assorbimento selettivo esercitata dalla nostra atmosfera. Il vero problema è l’aumento di alcuni gas come il metano, gli idrocarburi e l’anidride carbonica, definiti appunto ‘gas serra’ e generati per la maggior parte dagli scarichi industriali. Questi gas comportano un aumento di temperatura sulla superficie terrestre. L’effetto serra, come conseguenza, causa lo scioglimento dei ghiacciai e il riscaldamento globale, due fenomeni altrettanto pericolosi.

MOLTI PAESI si sono accorti della gravità di questi fenomeni, così, l’11 gennaio 1997 hanno firmato il cosiddetto “Protocollo di Kyoto”, ovvero un insieme di provvedimenti che mirano a risolvere il problema del riscaldamento globale. I paesi più industrializzati hanno l’obbligo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990, nel periodo che va dal 2008 al 2012. Gli stessi paesi devono realizzare progetti di protezione di boschi, foreste e terreni agricoli che assorbono anidride carbonica. Questi paesi possono guadagnare “carbon credit” esportando tecnologie pulite ai paesi in via di sviluppo allo scopo di aiutarli ad abbattere le emissioni inquinanti nei processi produttivi.

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